imagesLe prime avvisaglie del male erano arrivate all’improvviso, come improvviso era giunto il gelo in un inverno  mite fino a un attimo prima.

“Cosa le sarà successo?” si domandava Cheddonna “Fino a ieri stava benone!”

“Cara, alla sua età sono cose che possono accadere da un momento all’altro” le aveva sussurrato dolcemente Miomarito, stringendo Cheddonna in un abbraccio caldo.

“E’ grave?” aveva domandato Cheddonna, tremando.

“Non le resta molto tempo. Possiamo intervenire, ma non voglio darvi false speranze” le aveva risposto l’uomo vestito di bianco, in piedi davanti a lei.

“Voglio sentire un altro parere” aveva esclamato Cheddonna, quando, alla fine, se n’era andato. “Non possiamo arrenderci così. Lei non lo ha mai fatto… finora”.

Ne aveva sentiti altri tre, dopo. Ognuno le aveva detto una cosa diversa, scuotendo la testa e proponendole  cure palliative, ma nessuna certezza.”Deve farsi forza, signora. E’ arrivato il suo momento”era stata la conclusione di quel consulto.

Infine, animata da un’ultima, flebile speranza, aveva deciso di fissare un appuntamento con una specialista che non aveva ancora interpellato. Avevano parlato a lungo, Cheddonna l’aveva bombardata di domande, fatto ipotesi, esposto dubbi e riversato su di lei tutta l’ansia di quei giorni freddi e bui. Quella donna competente e gentile l’aveva confortata più di quanto fossero riusciti a fare tutti i suoi colleghi messi insieme.

Cheddonna si sentiva improvvisamente più ottimista. “Quindi, lei mi sta dicendo che ci può essere una possibilità…”

“Ma certo, signora Cheddonna. Dobbiamo procedere per  tentativi, ovviamente, ma non dovrà pagare i pezzi di ricambio che proveremo a installare sulla sua caldaia, se non risolveranno il problema. Altrimenti, che assistenza sarebbe?”

 

 

 

 

 

1 comments

Mese per mese

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: