Ciao Chiara. Cosa ne pensi se paragono “Il mondo Cheddonna” alla collezione delle strisce di Mafalda (id est: un “romanzo destrutturato”) o a delle vignette di satira, mai offensive, sempre garbate ma “spietate” nell’analisi e “crude” nei giudizi, che trasmettono -proprio come la bella satira- pensieri articolati su piani diversi: uno più immediato e divertente ed uno più nascosto e tale da suscitare il pensiero e la riflessione in chi sta di fronte.

Io penso che gli episodi de Il mondo di Cheddonna siano un po’ così, come una vignetta tratteggiata da parole e non da disegni, ma abbiano della satira la stessa originalità e, proprio perchè intelligenti e rispettose, la stessa forza dissacrante.

Un’altra considerazione: ci sono vignettisti bravi a disegnare e altri un po’ meno; io ritengo tu sia molto brava a disegnare con le parole l’umanità, non solo per quanto nel complesso scrivi, ma proprio per alcuni “passaggi”, alcune frasi, alcune righe, appostate a rendere atmosfere, sentimenti, situazioni, sparse qua e là nel tuo “romanzo destrutturato” e che -davvero- mi lasciano stupito dalla tua capacità di giocare con le parole e che non hanno nulla da invidiare alle descrizioni di grandi scrittori.

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