“Insomma, Cheddonna! Non ti riconosco più!Una volta facevo fatica a starti dietro quando andavamo a correre, e adesso hai il fiatone dopo neanche cento metri? ” le aveva chiesto Pamela, l’amica  appassionata di jogging.
“Cosa? Non vieni nemmeno stasera alla lezione di spinning?” si lamentava Cheddolce.
“Ma come…Non ci sei alla conferenza sullo sterminio delle volpi in Garfagnana?” chiedeva, un po’ delusa, la Fulvia, che aveva già chiamato la baby sitter per il “Che”.
“Ma cosa ti sta succedendo? Sei sicura di star bene?” chiedevano, in coro, gli amici e i parenti di Cheddonna,  abituati com’erano a vederla sempre impegnata in qualche attività.
“Non ho niente, sono solo un po’ stanca” rispondeva lei, svogliatamente. “Sarà la primavera!” commentava Nonnanenna, che di primavere ne aveva viste quasi cento. Cheddonna non l’ascoltava,  assorta nei suoi pensieri.
“No, questa settimana la riunione del M.A.M.A. non c’è e no, non ho scritto nessuna nuova ricetta sul blog”aveva scritto, rispondendo ai messaggi che le arrivavano su Facebook o sul cellulare, prima di spegnerli definitivamente.
Non sapeva nemmeno lei cosa le stesse accadendo, ma sentiva che, di punto in bianco, era come se le si fossero scaricate le batterie. Distesa sul divano, pensava che la cosa buffa è che ci vuole un sacco di energia per  ritrovarla, l’energia, una volta che la si è esaurita…

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