Dopo aver ceduto lo scranno a Cheddolce, la Fulvia si era andata a sedere a gambe incrociate sul prato, proprio accanto a Cheddonna.

-Fa tanto sit-in di protesta, non trovi?- le aveva sussurrato, rievocando certi loro trascorsi giovanili.

Intanto, dopo un paio di colpetti di tosse, giusto per attirare l’attenzione, Cheddolce aveva iniziato il suo racconto.

-Signore, signori, la novella di oggi ha come tema qualcosa a lungo desiderato e finalmente ottenuto, con ogni mezzo o inganno. Quella che sto per raccontarvi è una storia vera, strettamente confidenziale, che mi ha raccontato un’amica…-

-La conosciamo, eh?-aveva domandato Lastregadisopra, a cui non sembrava vero di poter ascoltare un nuovo gossip che riguardasse qualcuno dei suoi conoscenti.

-Si dice il peccato, ma non il peccatore!- era intervenuta severamente NonnaNenna, ponendo fine al suo entusiasmo.

Cheddolce si era guardata intorno con aria misteriosa: – Questa mia amica aveva sposato un uomo ricco, ma, ahimè, piuttosto tirchio,- aveva continuato, con un profondo sospiro. -Tutte le sue amiche ricevevano per Natale e per il compleanno parure di gioielli, brillanti e perle a fiumi, ma suo marito niente, non c’era verso che quello spilorcio le regalasse nemmeno un misero braccialetto di corniola, o un paio di orecchini, che ne so, di topazi azzurri…

-Che uomo insensibile!-aveva commentato L’altrozio, guardandosi pensosamente le mani inanellate.

-Già, un vero mostro!- era sbottata Cheddolce, scuotendo la testa. Poi, ricompostasi, aveva continuato: – Un giorno, dopo anni  e anni di sopportazione, la mia amica decise di agire e…-

  • Si comprò da sola i gioielli che desiderava, ovviamente!- era saltata su su la Fulvia, con  Miomarito che assentiva vistosamente.

-Ehm, in un certo senso sì, ma…- Cheddolce, spazientita, li aveva gelati con un’occhiata obliqua. – Diciamo che fece credere al marito che qualcun altro le avesse regalato un paio di orecchini di smeraldi, abbastanza vistosi da non passare inosservati. Il gioielliere, uomo serissimo, un vero professionista, non gli rivelò mai che in realtà era stata lei a comprarseli. –

-Che successe, poi?- aveva domandato Tuttisuoi?, incuriosita.

-Il marito della mia amica non disse una parola, né fece domande, ma dopo qualche giorno andò da quello stesso gioielliere e comprò il più grosso anello di diamanti che avessi… che la mia amica avesse mai visto!- si era corretta Cheddolce.

-Un’amica, eh? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il marito, Giannicaro…- aveva commentato Lastregadisopra, ammiccando, rivolta a Laluisa, che stava battendo le mani.

-Che bello, un’altra storia a lieto fine!- aveva esclamato quest’ultima, entusiasticamente.

-Eh già!-aveva concluso Cheddolce,  con un ampio gesto  che, per un istante, aveva fatto baluginare l’enorme brillante che portava al dito,-anche se, purtroppo, non tutte le storie possono finire bene. L’argomento di domani, ad esempio, sarà”gli amori infelici”, e la regina sarà…-

-Io.-aveva commentato amaramente Lastregadisopra.- Nella quarta giornata vi racconterò la storia del mio matrimonio con Quelverme…- (continua)

 

 

 

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