Al principio c’era un blog, e dopo è nato un libro.
Io, da ragazza, guardavo molto volentieri la serie televisiva “I Robinson”, che narra la vita della famiglia, figli ed amici. La serie verte molto sulle battute fulminanti di Bill Cosby ma in generale sui contrasti e sui problemi portati dai figli adolescenti, e tocca delicati temi sociali.
Come Cheddonna.
Nella vita reale non sarà mai mia amica, siamo molto diverse. Però grazie alla sua ironia mi fermo a pensare di tante cose. Mi sento un po’ come Big Brother, leggendo sorveglio costantemente un gruppo di personaggi pittoreschi che popola il mondo di Cheddonna.
Sì, Cheddonna mi fa ridere, ogni tanto; ridere con le lacrime agli occhi. Facendo credere agli altri di stare bene. Ma in realtà noi sappiamo che i sorrisi sono finti e le lacrime sono vere.
Viviamo in una società dove apparire è più importante che essere.
Leggendo il romanzo di Stendhal, “Il Rosso e il Nero”, che consiglio a tutti i lettori che ancora non lo conoscessero, ho trovato una frase che riporto: “Eh, signori, un romanzo è uno specchio che passa per una strada maestra”.
Credo che essa (Cheddonna e il suo mondo) sia esattamente lo specchio della società italiana: una società dove i “furbi” si sprecano, dove chi fa il proprio dovere e ha l’orgoglio di dirlo in pubblico, spesso viene additato, volendo usare un eufemismo, come ingenuo;
dove l’abitudine di predicare bene e razzolare male è endemica;
dove per denaro si è disposti a fare tutto e, subito dopo, il contrario di tutto.
Non guardiamo solo lo specchio, concentriamoci invece su ciò che lo specchio riflette, ovvero la società in cui tutti noi viviamo.
Prendi uno specchio e guardati dentro immaginando di vedere un altro “tu”. E leggi il libro. Perché se lo merita.

Un mio sincero complimento va alla Arpeggio Libero Editrice, che con “Il mondo di Cheddonna” ha fatto un ottimo lavoro, a partire dal testo, pulito e curato, per finire con la magnifica copertina.

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