(Qualche anno fa)

“Dev’essere buonissima la tua merendina…”  aveva sussurrato Martina, la brunetta del primo banco, guardando IlPrincipe attraverso le sue lunghissime ciglia.
Il delizioso dolce, ricoperto di cioccolato  e granella di zucchero, era rimasto a mezz’aria, mentre IlPrincipe, richiudendo in fretta la bocca, cercava di ricomporre come meglio poteva la confezione originale,  per porgerla a Martina.
“La vuoi?” aveva mormorato, perché l’amore, a otto anni, è anche rinunciare alla propria merenda.
“Sì,  grazie, ma non metterti strane idee in testa: io amo il Dado!”aveva risposto lei, già pronta a ghermire la merendina.
IlPrincipe l’aveva guardata per un lungo istante, poi, con gesto fulmineo, le aveva tolto di mano l’oggetto del desiderio di entrambi..
“Eh, no! Allora me la mangio io!”
E l’avrebbe anche fatto se, proprio in quell’istante Troglodì,  la compagna di classe dal viso d’angelo e dai modi da camallo, non ne avesse fatto un sol boccone, esclamando, a bocca piena “Uhm…davvero buona!”

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