Nella notte più scintillante dell’anno, quella in cui sembra che tutto possa accadere, la televisione, lasciata accesa in sottofondo, trasmetteva il volto lampadato del presentatore di turno, pronto a scandire il coro del count-down  che, da sempre, segna il confine tra un anno morente e ormai buono per il macero e un anno nuovo, e per ciò stesso migliore, se non altro perché ancora tutto da scrivere.
Il pensiero di ognuno, dai diversi luoghi dove stava trascorrendo quell’ultima manciata di ore che lo separava dalla promessa di una nuova vita, correva a ciò che era stato, e a ciò che sarebbe stato nell’anno nuovo, come se un’unica, gigantesca stella cadente stesse attraversando il cielo nerissimo di quella notte e invitasse ciascuno a esprimere un desiderio.
“Sposare la Fulvia”pensava Unozio, sognante;
“Avere un altro figlio” fantasticava la Fulvia, guardando il piccolo “Che”;
“Avere un altro figlio???” pensavano contemporaneamente Tuttisuoi? e Anchemiei, guardando la loro “squadra di calcio”;
“Lavorare un po’ meno e trovare più tempo per me stesso e per i miei cari” pensava Miomarito, guardando IlPrincipe e Cheddonna;
“Trovare un lavoro vero” pensava Khrisna, l’indiano che vendeva  rose al semaforo prima che  una rotatoria glielo portasse via;
“….”   pensava IlPrincipe, perché i pensieri degli adolescenti sono criptati, spesso anche per loro stessi;
” Perdere due o tre chili” pensava Cheddonna, come quasi tutta la popolazione occidentale, dopo le feste ” e pubblicare il mio secondo libro di Ricette improponibili“;
“Vivere per vedere come andrà a finire questo 2015!Se così vorrà il Signore” pensava NonnaNenna, stringendo forte il suo bicchiere di spumante.

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