Dopo essere stata eletta, per alzata di mano, candidata premier per il M.A.M.A., Cheddonna aveva ricevuto un invito a partecipare di martedì a una trasmissione politica, insieme agli esponenti di alcuni dei partiti di maggior spicco.

Seduta su una delle scomodissime casse di legno che fungevano da sgabelli nella scarna scenografia dello studio, Cheddonna si guardava intorno, un po’ emozionata. In fondo era la prima volta che andava in televisione.

Poco prima, in sala trucco, aveva incontrato una donna bionda, cui il truccatore stava cercando inutilmente di cancellare due enormi borse sotto gli occhi.

-Ah, signora mia!- le aveva sussurrato la donna, affranta,- ‘sta cosa che in diretta non si può usare photoshop è una iattura. Sì, per carità, c’è sempre il metodo Barbara D’Urso, con le luci sparate in faccia, ma non è la stessa cosa!-

Cheddonna aveva abbozzato un sorriso, poi l’aveva dovuta lasciare, perché era il suo turno di partecipare al dibattito.

Il conduttore, con un sorriso da far concorrenza a Topo Gigio, l’aveva presentata al pubblico, che aveva applaudito calorosamente.

Cheddonna aveva parlato per qualche minuto, spiegando per sommi capi che il movimento proponeva di abolire la maggiore età e la patente a 18 anni, innalzando la soglia a 35.

Un uomo, che una smagliante dentiera e un eccesso di chirurgia avevano trasformato in una maschera di lattice di quelle in dotazione ai rapinatori, era  vistosamente impallidito, nonostante le tre dita di cerone, e aveva mormorato:

-Eh, no, mi consenta, così anche la Francesca mi diventa minorenne, cribbio! Con tutti i problemi che ho avuto con la nipote di Mubarak…-

Uno degli ospiti, con la barba e un collo taurino che usciva prepotentemente dal colletto slacciato della camicia candida, l’aveva interrotta, sbraitando:

-Sì, e così uno  deve aspettare i 35 anni per prendere il porto d’armi! Roba da matti! E come fa poi un ragazzo italiano a difendersi da tutti i delinquenti che sono arrivati nel nostro Paese grazie all’attuale governo? Vero, presidenta?- e così dicendo aveva scoccato un’occhiata di fuoco a una signora coi capelli scuri e lo sguardo incredibilmente fisso.

TopoGigio, imbarazzato, lo aveva richiamato all’ordine: -Signor Laruspa, si calmi…-

Cheddonna aveva squadrato quest’ultimo dall’alto in basso, pensando tra sé che,  per quanto negli ultimi tempi avesse abbandonato le felpe per un abbigliamento più consono, quell’uomo fosse ontologicamente privo di eleganza, perché l’eleganza è qualcosa che viene da dentro.

“Come i rutti”, aveva concluso tra sé, citando Luciana Littizzetto.

Poi, senza raccogliere la provocazione, Cheddonna era passata a illustrare il secondo punto: l’abolizione dei compiti a casa.

Prima che potesse finire di spiegare la posizione del M.A.M.A. al riguardo, però, Cicciobelloprimacomunione, che sedeva di fronte a lei si era messo ad applaudire, con vigorosi cenni di assenso.

-Brava, anche noi sosteniamo da sempre che se i professori non darebbero tutti questi compiti al pomeriggio, i ragazzi imparassero più facilmente, come accade in altri paesi del Mediterraneo: la Russia, ad esempio!-

Dopo questo intervento, Cheddonna non era più così sicura che fosse opportuno mantenere il secondo punto, perciò era velocemente passata ad elencare la “pars construens” del programma, cioè le proposte che, su consiglio di NonnaNenna, erano entrate a far parte degli obiettivi che il M.A.M.A. intendeva perseguire, come l’aiuto concreto  alle famiglie, agli anziani e ai disabili, la destinazione di maggiori fondi per la ricerca, la strutturazione di una seria e definitiva riforma scolastica, il miglioramento della sanità pubblica, la lotta agli sprechi e, non ultimo, la salvaguardia dell’ambiente.

Mentre Cheddonna parlava, Laruspa giocava col tablet, Cicciobelloprimacomunione chiedeva consigli al telefonino a un certo Beppe, e la donna bionda che aveva incontrato in sala trucco si guardava sconsolata allo specchio.

Gli altri ospiti e il pubblico, in mancanza di un bel diverbio al quale appassionarsi, si erano pian piano appisolati o sbadigliavano vistosamente.

Solo TopoGigio  ascoltava Cheddonna, molto interessato.

Dopo averla congedata, a microfoni spenti, le aveva detto: – Sa che il suo programma mi ha convinto? Tra tutti è l’unico che, oltre ad abolire, propone di creare qualcosa. Credo che voterò M.A.M.A. alle prossime elezioni!-

Cheddonna lo aveva ringraziato e gli aveva stretto la mano. Lo stile misurato e corretto di quel presentatore le era sembrato un esempio di eleganza, in mezzo allo squallore, anche se…

Cheddonna aveva cercato di trattenersi, poi, però, non aveva resistito e, accostandoglisi all’orecchio, gli aveva sussurrato:-Però, mi raccomando, la camicia botton down è sportiva, con la cravatta proprio non va!-

 

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