Spingendo a fatica un carrello stracolmo, di quelli che tendono a sbandare a destra perfino quando sono vuoti, Cheddonna provava a farsi largo tra le corsie intasate del supermercato che, in quella vigilia di Natale, era il compendio dell’inferno dantesco: dappertutto torme di golosi dai carrelli pieni di ghiottonerie, iracondi in procinto di venire alle mani per l’ultima teglia di crespelle al salmone e qualche ignavo, perennemente indeciso tra panettone e pandoro.

Occhi spiritati, volti disfatti dalla fatica e dall’ansia di non arrivare in tempo a preparare il cenone della vigilia o il pranzo di Natale, a seconda delle tradizioni famigliari e, per sottofondo, jingle natalizi, interrotti di tanto in tanto da uno scroscio di applausi registrato, che annunciava la vincita di una bottiglia di spumante da parte di qualche fortunato cliente. La gente si aggirava spaesata, come in preda a un horror vacui che la spingeva a gettare compulsivamente cose nel carrello, vedendo quelli degli altri riempiti a dismisura, e così alle casse si erano formate file interminabili, simili a quelle negli uffici postali, o al C.U.P. dell’ospedale. Un cartello, appeso vicino a ogni cassa, avvisava che il supermercato sarebbe rimasto chiuso nei giorni di Natale e Santo Stefano. Cheddonna l’aveva letto distrattamente, persa nei suoi pensieri.

Dopo tre quarti d’ora di coda, finalmente era riuscita a pagare e a caricare in macchina i dodici sacchetti contenenti le pietanze per il giorno di Natale.

Giunta a casa, nel riporre la spesa in un frigorifero in cui non sarebbe più potuto entrare nemmeno uno spillo, aveva  fatto, però, un’amara scoperta.

-Oh, no! Ho dimenticato di comprare i litchis! E adesso?-

Dando una rapida occhiata all’orologio si era resa subito conto che a quell’ora, col traffico congestionato della vigilia, non avrebbe mai fatto in tempo a tornare al supermercato prima che chiudesse, e l’indomani  non sarebbe  stato aperto…

-Roba da matti!- aveva commentato tra sé, con disappunto, -Fino all’anno scorso il supermercato era aperto almeno la mattina di Natale! Altrimenti come si fa, se ci si è scordati di comprare i litchis?-

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