Da ottobre cominciava a sognarla, accanto all’immagine del fuoco scoppiettante del camino e delle caldarroste;

a novembre l’aspettava impaziente, come si attende un’amica che non si riabbraccia da tempo;

a dicembre la invocava, perché il Natale senza di lei non è la stessa cosa;

a gennaio, poi, la rimpiangeva, perché anche quell’anno, dalle sue parti, non si era degnata di passare a fare un saluto, e la primavera era ormai alle porte.

-Ah, la signora bianca, che col suo lento incedere  porta via con sé i veleni che ammorbano l’aria e i pensieri che zavorrano il cuore, e col suo manto immacolato copre  i cassonetti dei rifiuti stracolmi e le buche sull’asfalto, le brutture e le ingiustizie di un mondo che, a colori, fa tutto un altro effetto!- pensava Cheddonna, stringendo tra le mani una tazza di tè bollente.

-Se il mondo, tutto il mondo, si risvegliasse sotto una coltre bianca, sono sicura che le persone uscirebbero per strada e, invece di litigare, costruirebbero insieme pupazzi e igloo; anziché lanciarsi bombe atomiche, Kim Jong-un e Trump si sfiderebbero a palle di neve, e chi perde pagherebbe la cioccolata all’avversario. Si risolverebbe perfino il problema dell’inquinamento, perché, si sa, con i disagi alla circolazione che crea la neve…

Già, e poi come faremmo ad andare in giro, ché gli spazzaneve, quando nevica, sono più introvabili degli idraulici quando ti si rompe lo scarico del lavandino? A piedi, con quegli orribili Moon-boot?  E le scuole? Le scuole rimarrebbero chiuse, e  con tutto l’analfabetismo di ritorno che c’è in giro direi che non è proprio il caso!

Sì, dopo tutto è meglio così, ci penseremo il prossimo inverno.- rifletteva Cheddonna, non senza un pizzico di nostalgia.

Poi, una mattina di fine febbraio la neve era arrivata, quasi a tradimento, e Cheddonna era rimasta incantata a guardarla cadere, ipnotizzata dal lento sfarfallio dei fiocchi, sperando in cuor suo che attecchisse e non si trasformasse in pioggia, perché, pensava:-La pioggia è triste, mentre la neve, che in fondo non è altro che pioggia gelata, mette allegria e scalda il cuore, come questa tazza di tè…

Let it snow, fa’ che nevichi, tanto, per fortuna, domani è sabato, e lunedì ci penseremo!-

 

 

 

 

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