Anche quell’anno Unozio, il fratello di Miomarito, aveva invitato  Cheddonna  e la sua famiglia a trascorrere qualche giorno nella sua casa in montagna e anche quell’anno avevano finito con l’accettare, e così lei e Miomarito erano partiti per un week end in mezzo alla natura, come aveva detto lui. “In mezzo al nulla, vorrai dire!”lo aveva corretto Cheddonna. IlPrincipe, manco a dirlo, aveva preferito rimanere a casa con NonnaNenna.
A Cheddonna l’idea di arrampicarsi fino a quel manipolo di case strette le une alle altre come  per farsi coraggio tra loro  non sorrideva affatto. Oltretutto non era impresa da poco, indossando scarpe tacco dodici.
“Qui non c’è nulla, nemmeno la strada per raggiungere la casa!” aveva detto a Miomarito, arrancando un po’ sulla lieve salita che separava il parcheggio dallo chalet di Unozio,”E poi non succede mai nulla!”
“Shhh! Mi sembra di sentire un rumore strano…” l’aveva interrotta Miomarito. “Sembra la sirena di un’ambulanza. E, in effetti, di lì a pochi istanti il rumore si era fatto più nitido ed era apparsa, tre tornanti più sotto, una luce lampeggiante.
“Cosa sarà successo?” si era chiesta Cheddonna, fermandosi per un momento a guardare. “Sicuramente Unozio lo saprà, qui sono quattro gatti e si conoscono tutti!”
Ma, proprio in quel momento la porta dello chalet di Unozio di era spalancata e la Fulvia ne era uscita di corsa, facendo ampi gesti per attirare l’attenzione dell’ambulanza in arrivo. Non sembrava nemmeno essersi accorta dell’arrivo di Cheddonna e Miomarito.
“Presto, da questa parte! aveva gridato, concitata “Unozio sta male!”…. (to be continued)

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