L’idea le era venuta quando, all’inizio del nuovo anno scolastico, si era dovuta arrendere al fatto che il gruppo delle mamme del caffè si sarebbe inevitabilmente sciolto, ora che i loro figli frequentavano scuole diverse, e loro sarebbero rimaste sole ad affrontare lo spauracchio più temibile: l’adolescenza.

Così, una mattina di ottobre, si era ufficialmente costituito il M.A.M.A (movimento anonimo mamme apprensive), riunito, per l’occasione, nel salotto di Cheddonna.
Naturalmente i ragazzi non avrebbero mai dovuto saperne nulla, e per buona misura, nemmeno i mariti, che nella migliore delle ipotesi non ne avrebbero compreso l’importanza.
C’erano proprio tutte: sua sorella Cheddolce, Laluisa, la Marty, mamma del Lolly,  la Titty, mamma della Sissy, e perfino Lastregadisopra, che non metteva piede in casa di Cheddonna da almeno dieci anni.
“Non potevo mancare” aveva sussurrato all’orecchio di Cheddonna, porgendole una torta con il logo del M.A.M.A in cioccolato plastico.
Dopo che tutte si furono accomodate, Cheddonna, in qualità di presidentessa, prese la parola per illustrare alle mamme presenti  le finalità del movimento,  e propose di stilare insieme lo statuto, che prevedeva un incontro settimanale, rigorosamente mattutino, dopo aver accompagnato  i ragazzi nelle rispettive scuole.
I requisiti per entrare a far parte del movimento, previa presentazione da parte di una socia e approvazione del consiglio, erano naturalmente: l’appartenenza al genere femminile,  l’avere un figlio in età adolescenziale e, il poter disporre di una mattina libera alla settimana.
Nel salutare le amiche al termine della riunione, con la promessa di rivedersi la settimana successiva, e l’obbligo di mantenere il più stretto riserbo, Cheddonna sentiva che  il M.A.M.A era l’inizio di una nuova era.

3 comments

  1. Mumble… mumble… mi sa che questo movimento potrebbe essere l’acerrimo nemico del “Club di Papillon”… ma è davvero divertente.

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