La Fulvia, al  quarto mese di gravidanza, era già ingrassata di dieci chili. Complici le attenzioni che Unozio, il cui motto era “Una donna non deve chiedere mai”, le riservava costantemente, e che si traducevano spesso in leccornie e prelibatezze culinarie, le sue forme si erano alquanto arrotondate, costringendola a indossare fin da  subito abiti premaman.
Mica facile trovare qualcosa di carino da mettere, si lamentava con Cheddonna, che cercava, inutilmente, di consolarla. Del resto lei, quando aspettava IlPrincipe, era ingrassata solo di otto chili.
Unozio, vedendola così depressa, aveva pensato di regalarle un’allegra salopette rossa, davvero glamour, che aveva visto nella vetrina di un negozio molto chic per future mamme e gliel’aveva porta, il giorno della festa della mamma, insieme al fiore di carta crespa che il”Che” aveva fatto per lei alla scuola materna.
“Mettila subito, dai!” l’aveva incitata, certo dell’effetto positivo che avrebbe sortito su di lei.
La Fulvia l’aveva indossata sopra una camicia punteggiata di papaveri rossi, aveva raccolto i capelli e sugli occhi aveva usato un trucco leggero, che ne metteva in risalto la lucentezza. L’immagine che le rimandava lo specchio non era poi così male, in fondo: il rosso, senza dubbio, le donava.
 Il “Che” l’aveva guardata a lungo, con la stessa espressione innamorata di Unozio, e poi aveva esclamato, sognante :”Mamma, sei bellissima, sembri un camion dei pompieri!”

4 comments

  1. Mai osservazione fu più gradevole ahahahaha che risate mi hai fatto fare, la voce dell'innocenza :)))) e buona festa della mamma anche a te!!

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