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Come ogni anno qualcuno gliela aveva regalata, con un sorriso e un augurio avvolti nel cellophane. Come ogni anno aveva ringraziato e sorriso, divertita dalla sua  forma bizzarra e vaporosa, dal suo color evidenziatore, e aveva pensato  che era un peccato  avesse quell’odore così stonato.

Come ogni anno aveva cercato un vaso che ne esaltasse la forma e l’aveva posto in bella vista, sul tavolo.

E, come ogni anno, la mattina dopo l’aveva trovata indurita e spenta, come una lampadina bruciata:lo spettro di  un fiore.

Nel gettarla via Cheddonna pensava che la mimosa era uno scherzo  di carnevale in ritardo, o un pesce d’aprile anticipato…un imbroglio, insomma, come quell’otto marzo che, per fortuna, anche per quell’anno era passato.

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