Antefatto: Cheddonna ha deciso di mettersi a dieta ma, nel tentativo di rubare un cioccolatino in cucina senza farsi scoprire, urta il piede contro lo stipite di una porta e si rompe un dito. Il medico del pronto soccorso le vieta di indossare il tacco 12 per due mesi, gettandola nello sconforto.

 

pinneEra passato più di un mese da quel fatidico giorno, e da allora Cheddonna non era stata più la stessa. Le sembrava che il mondo, visto da quella nuova prospettiva, fosse piatto e uniforme come la suola delle ballerine che era costretta a indossare.

Anche il suo umore era piatto, e persino i suoi capelli sembravano appena passati sotto una pressa. Usciva di casa solo lo stretto necessario, camuffandosi con occhiali scuri e un largo cappello, per non farsi riconoscere, come era solita fare quando pedinava IlPrincipe.

-Quella tusa lì non sta ben!-diceva NonnaNenna, scuotendo la testa.

A nulla era servito invitare il parroco, don Travet, con la scusa di farsi portare la comunione, perché dicesse una parola di conforto alla nipote. Quest’ultimo, dopo aver improvvisato un’omelia sulle tentazioni della vanità, aveva concluso dicendo che il Signore ci mette alla prova per fortificare lo Spirito. Andandosene, però, aveva scoccato un’occhiata di disapprovazione alla Enzo e Carla di “Ma come ti vesti?” alle scarpe rasoterra di Cheddonna, a suo parere davvero improponibili.

Cheddonna era sempre più depressa.

-Cara, non sai come ti capisco! – le aveva detto, solidale, L’altrozio, sentendola particolarmente giù di morale.-Io senza il tacco 12 morirei!-

All’ultima riunione del M.A.M.A., Tristina, la presidentessa del club “Amici di Pollyanna”, le si era avvicinata timidamente.- Sai, io, qualche anno fa, mi sono rivolta a un bravissimo psicoanalista, il dottor Mispiegachepensoebevimoocafé, e grazie a lui ho risolto tutti i miei problemi…Se vuoi posso darti il suo numero…-

(continua)

 

 

 

 

2 comments

  1. non sai come ti capisco … io che avevo i tacchi anche alle pinne e agli sci, quando dopo un incidente sulle nevi, sono stata condannata ad un lungo periodo di piattezza, facevo il conto alla rovescia con le tacche sul muro come i carcerati …

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