Per tradizione, nel condominio di Cheddonna, le decorazioni natalizie venivano fatte l’otto dicembre. I primi anni  tutti i condomini, tranne Lastregadisopra, si erano incaricati a turno  di addobbare  il piccolo albero nell’atrio  e di appendere alla porta d’ingresso la ghirlanda con le pigne dorate e la scritta “merry Christmas”, ma col tempo l’interesse era scemato e l’anno precedente, passata la data fatidica, l’ingresso del palazzo appariva desolatamente buio e vuoto.

-È un’indecenza!- si era lamentata ad alta voce Lastregadisopra, che amava particolarmente l’atmosfera natalizia che solo le lucine intermittenti riescono a creare così bene. –  Neanche una luce, una palla dorata, un angelo che suona l’arpa! Telefonerò a Lamministratore!-

Quest’ultimo, naturalmente, l’aveva ascoltata e le aveva dato ragione, salvo poi non fare nulla, come di consueto.

Gli altri condomini avevano ostentato indifferenza, e l’atrio era rimasto spoglio e disadorno nonostante le continue rimostranze de Lastregadisopra, che dava segni di un imminente esaurimento nervoso. Ormai era praticamente Natale!

La sera dell’antivigilia, a tarda notte, sulle scale  si era udito un trapestio sospetto:  l’ascensore aveva fatto parecchie corse su e giù per il palazzo e c’era stato un fruscio di cartoni trascinati, lo schiocco secco dello scotch strappato, il tintinnio di piccoli oggetti fragili, insieme a qualche imprecazione soffocata, in sottofondo.

Chi, spinto dalla curiosità o dal timore che ci fossero i ladri, aveva accostato l’occhio allo spioncino della porta, aveva colto soltanto i rapidi movimenti di una sagoma scura che appariva e spariva dentro le porte dell’ascensore, indaffarata e fulminea.

Il mattino dopo, al risveglio, Cheddonna e gli altri abitanti del palazzo avevano trovato, come per magia, l’albero di Natale decorato e la ghirlanda appesa al suo posto, e si erano guardati l’un l’altro con sospetto, domandandosi chi fosse l’artefice di tutto ciò.

L’unica a non sembrare affatto stupita era Lastregadisopra, che, passando, aveva gettato un’occhiata compiaciuta alle decorazioni. -Oh, finalmente!Era ora, dico io!- aveva esclamato.

-No, non può essere stata lei. Figuramoci!-pensava Cheddonna tra sé.

-Forse è solo che, prima o poi, Natale arriva.-

 

 

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