-Auguri, Gaetano!-aveva esclamato IlSignorMilani, incontrando Cheddonna al ritorno dalla passeggiata mattutina.

Cheddonna aveva lanciato una rapida occhiata al grosso quadrupede che, come tutte le mattine, le aveva fatto fare di corsa il giro di tutto l’isolato, inerpicata sulle sue scarpe tacco 12, poi aveva guardato IlsignorMilani con aria interrogativa.

-Grazie ma…perché?- gli aveva domandato, fermandosi, ansante, a controllare che i tacchi fossero rimasti al loro posto, mentre Gaetano le strofinava il grosso muso sulle gambe.

-Ma come, “perché”? Oggi è il quattro ottobre: la giornata mondiale degli animali! Non lo sapeva?-

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Dissimulando, dietro un colpo di tosse, il suo essere completamente disinformata sui fatti, Cheddonna aveva sorriso, partecipe:- Certo, come no? – e poi, memore di quanto aveva sentito dire a NonnaNenna, a colazione:-Quattro ottobre: San Francesco, patrono d’Italia e degli animali, il santo della pace e della concordia tra i popoli…-

-Sì, be’, per fortuna esistono giornate come questa, in cui si celebrano i nostri amici animali. Con tutti quei farabutti che li abbandonano o, peggio, fanno loro del male…-

-Vero, è terribile!-aveva assentito Cheddonna, accarezzando il testone di Gaetano, pensosa.

-Io, quelli che maltrattano gli animali non li posso sopportare, li prenderei tutti, li lascerei senza cibo nè acqua, legati a un albero e poi li metterei al muro e li fucilerei uno per uno, dopo averli torturati, naturalmente.- era sbottato IlsignorMilani, in un climax ascendente di indignazione.

Ascoltando quell’elenco di sevizie, Cheddonna non aveva potuto fare a meno di trasalire. -Dopo tutto,-si chiedeva- se è vero che chi non ama gli animali non vuol bene nemmeno ai propri simili, non dovrebbe valere anche il contrario?-

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