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A Cheddonna non erano mai piaciuti i cantautori. Li trovava insopportabilmente noiosi, sempre tesi ad apparire intelligenti ad ogni costo, seri al limite della musoneria: vecchi, in una parola.
Lei era senza dubbio molto più rock: le piacevano quelle canzoni di cui non sempre riusciva ad afferrare tutto il testo, ma forse  così era anche meglio.
Eppure le canzoni di quel nanetto con gli occhiali, dalla voce  graffiante come la puntina di un giradischi, erano, suo malgrado, parte della colonna sonora della sua vita fin da quando era bambina.
Non poteva definirsi una sua ammiratrice, ma…sì, in fondo quell’omino “piccolo così” le era simpatico, forse per quei suoi occhietti curiosi e dissacranti, forse per la sua ironia sferzante  e malinconica, eppure leggera leggera.
Dopo  la notizia della sua morte alla radio c’era Caruso e  all’improvviso a Cheddonna  spuntò una lacrima… e lei credette di affogare.

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