“IL MONDO HA MILLE COLORI, IL RAZZISTA VEDE SOLO IN BIANCO E NERO”
“PASSA AL TECHNICOLOR: IL RAZZISMO E’ VINTAGE
“ABBASSO IL DALTONISMO MORALE”
“DIVERSAMENTE UGUALI, UGUALMENTE DIVERSI”recitavano, a lettere nere sul fondo bianco degli striscioni, alcuni slogan della manifestazione contro tutte le forme di razzismo a cui Cheddonna e la Fulvia avevano deciso di partecipare.
La folla che componeva il corteo, tanto bizzarro e chiassoso nei colori e nelle forme, quanto composto e pacifico nel suo svolgimento, era un inedito miscuglio di razze, età e inclinazioni sessuali più o meno manifeste. C’erano musulmani e suore, famiglie con bambini, coppie omosessuali e multietniche, donne col velo e altre seminude. Tutti camminavano, chiacchierando col vicino occasionale, verso la piazza dove gli esponenti di diverse associazioni avrebbero dato la loro testimonianza.  Un altoparlante, da qualche parte, diffondeva le note di “Imagine” .
“You may say I’m a dreamer…but I’m not the only one” cantava Cheddonna,  alla quale quel clima di serenità faceva pensare a Martin Luther King e al suo “I have a dream”.
Lei, certamente, razzista non lo era mai stata.
Del resto il suo migliore amico, Cheuomo, non era forse gay? E  una volta non aveva perfino invitato a casa Amir, il compagno marocchino de IlPrincipe? Non era nemmeno leghista, e qualche volta comprava anche le rose da Khrisna, l’indiano…Ah, e aveva perfino adottato Gaetano, un cane che era tutto tranne che di razza pura, anche se era stata un po’ costretta a farlo, a dire la verità.
“Sì, siamo pronti per  un mondo senza razzismi” pensava.
Poi le era caduto l’occhio su uno striscione che non aveva ancora notato.
“IL MONDO SAREBBE MIGLIORE SE TUTTI DIREMMO NO AL RAZZISMO!”
“Argh…assassini di congiuntivi!” aveva esclamato Cheddonna, con voce strozzata.
Improvvisamente non era più così sicura di essere pronta.

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