Le capitava tutti gli anni, fin da quando era bambina. 

Appena dopo ferragosto, quando le giornate, sempre più brevi, sembravano correre a perdifiato verso l’autunno, e le stelle cadenti  turbinavano nel cielo con la stessa irrefrenabile urgenza delle foglie che presto avrebbero preso il loro posto, Cheddonna cominciava a sentire nell’aria che settembre era alle porte, e l’assaliva una malinconia che non avrebbe saputo spiegare.
Settembre, pensava, è il mese dei nuovi inizi. 
“Quest’anno mi iscriverò in palestra” diceva Cheddolce.
“Devo proprio riprendere a studiare l’inglese”era il proposito di Miomarito.
“Il ‘Che’  quest’anno va in prima, e fra poco nascerà la sorellina, o il fratellino!”dicevano in coro la Fulvia e Unozio.
“Quest’anno non prendo nessun debito”aveva promesso IlPrincipe, ai suoi genitori, ma anche un po’ a se stesso.
Già, settembre, un po’ come il primo mese dell’anno, è il mese dei nuovi inizi ma, a differenza di gennaio, che spalanca col suo vento gelato le pagine di un anno da inventare, è anche il confine incerto e un po’ sbiadito tra lo splendore dell’estate e quello dell’autunno inoltrato, e contiene in sé, in qualche maniera, anche una fine. 
Tutto ricomincia, e la frenesia del fare  spazza via la pigrizia dell’essere, quel quieto e apparentemente infinito scorrere dei giorni che fa dell’estate un momento speciale e prezioso.
September blues“, lo chiamava Cheddonna, che aveva imparato a non temerlo; in fondo sapeva che, per superarlo, basta tuffarsi dentro le mille cose di ogni giorno con lo stesso sguardo curioso di un subacqueo; e poi, mal che vada, settembre dura solo trenta giorni.
 

1 comments

Mese per mese

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: