Se volessi recensire Il mondo di Cheddonna (ammesso che sia capace di recensire), scriverei così:

Per cominciare devo dire che ho conosciuto Cheddonna sul giornale della parrocchia e letto le sue avventure in episodi più o meno mensili. Quello che molti non sanno è che ogni numero del giornale ha un tema, cui si allineano tutti gli articoli, tra cui le storie di Cheddonna. Molte avventure di Cheddonna quindi, devono far riflettere su un argomento specifico, cosa che l’autrice ha sempre fatto con l’ironia e la delicatezza che la contraddistingue. È stata davvero una sorpresa vedere come tutte quelle storie (che si aprivano e chiudevano sul giornale) vivessero benissimo insieme in un perfetta armonia, suggerendo nuovi livelli di lettura.

Riconoscere in ogni racconto il tema cui era legato, apprezzando il suo valore di episodio di una vicenda più ampia – che scorreva fluida sotto i miei occhi, mi ha permesso di conoscere meglio Cheddonna, sentirla più vicina e prendere più confidenza con i personaggi che le ruotano intorno. Tornando a Il Mondo di Cheddonna, spicca la notevole capacità dell’autrice di trovare lo straordinario nella quotidianità: nelle avventure di Cheddonna si può riconoscere chiunque, la sua esperienza è comune a ognuno di noi. Esperienza che, però, l’autrice riesce ad allargare e arricchire con quel particolare che, magari andando troppo di fretta, non avevamo mai notato. Ci fa capire che il nostro mondo è più ampio di quanto non sembri e tutte le persone che incontriamo sulla nostra strada (non solo metaforicamente) possono cambiarci e meritano la nostra considerazione; non ci sono posizioni giuste o sbagliate a priori ma un mondo intero con cui fare i conti e diverse occasioni per tirare fuori il meglio di noi.

Chiara è uno di quegli scrittori che arriva (così si indica un certo tipo di scrittura in pubblicità – quando ti dicono che quello che scrivi arriva puoi anche stappare lo champagne): arriva a farti riflettere dove vuole lei, per poi lasciarti un messaggio completamente aperto alle tue conclusioni.
Eppure mi sembra tutto ancora incompleto, per questo non avevo ancora recensito il libro. Poi, finalmente ho capito perché non mi sembrava giusto parlare di Cheddonna in questi termini: stavo cercando di inquadrarlo semplicemente come uno dei tanti libri letti su cui esprimere un parere. A dire il vero non ho finito di leggere Cheddonna, il libro non si è concluso a pg. 248 ma continua nella realtà. Una realtà che si muove, un blog che coinvolge e accoglie persone educate e intelligenti, in grado di confrontarsi con garbo e rispetto, anche sui temi che spaccano e dividono.

Da questa realtà è nato il M.A.M.A (Movimento Anonimo Mamme Apprensive), dove non ci sono fazioni né posizioni difese da trincee di pregiudizi: solo la voglia di dialogare, trattando argomenti seri (o meno) con il solo scopo di conoscere e arricchire l’esperienza di genitore, non per affermare un’idea su sull’altra. Si scambiano idee per capire come affrontare al meglio importati temi di attualità e le sfide che il mondo moderno ci presenta, emergono nuovi spunti di riflessione, suggerimenti/indicazioni utili e divertenti.
Quello che ammiro di Chiara, e che rende unica Cheddonna, è la capacità di creare coesione, con l’atmosfera allegra e conviviale del pranzo della domenica (che sia un pasto degno di NonnaNenna, un preparato di rosticceria o la più alta espressione della cucina di sussistenza) nonostante le differenze tra gli ospiti. Il tutto senza perdere la propria personalità e il proprio punto di vista originale e profondo.
Un solo appunto all’autrice: attendo trepidante nuove pubblicazioni sul blog cucina di sussistenza. In un’epoca in cui tutti postano foto di #qualsiasicosabbianonelpiatto#, (cercando plausi per aver preparato una mera zuppa di fagioli che mia nonna faceva quando non aveva voglia di cucinare), Cheddonna ha il coraggio di parlare a noi che (prese dai mille impegni della giornata) #cibastasfamaretuttieandarealetto#, preferibilmente sporcando meno piatti possibili.

Mese per mese

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