Si sa che gli esseri umani sono normalmente dotati di cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.
Qualcuno, poi, possiede una sorta di sesto senso, una sensibilità particolare che gli conferisce la capacità di intuire e perfino presagire la realtà.
Cheddonna aveva anche il sesto senso e tre quarti: la rarissima capacità di prevedere e anticipare le tendenze del momento. Era quel che si dice una trend setter.
Se Cheddonna decideva di comprare un vestito color ciclamino, si poteva esser certi che il fucsia sarebbe stato il colore della stagione. Se diceva che le piaceva un cantante ancora poco conosciuto, quest’ultimo diventava immancabilmente una star della musica internazionale. Se decretava che il nuovo yogurt con tartufini di cioccolato era immangiabile, le vendite di quel prodotto calavano vertiginosamente.
Ora aveva deciso che il suo X5, l’enorme suv sul quale si arrampicava tutti giorni da quasi cinque anni, era diventato irrimediabilmente cheap e, a dirla tutta, anche un po’ cafone. E poi, ormai, ce l’avevano tutti, un po’ come i vestiti di Tuttigual.
Così aveva deciso, in nome di una nuova semplicità, di venderlo, per sostituirlo con un’automobile più al passo coi tempi: una cinquecento elettrica, magari fucsia, oppure… Beh, se Lapo Elkann ne aveva una pied de poule e una gessata blu, lei poteva farsene fare una col logo di Vuitton, o di Gucci. Anzi, con la doppia C di Chanel, o di Cheddonna, naturalmente.
Cheddonna ne era certa: l’era dei suv, che riempivano l’aria di suoni assordanti e dell’odore acre degli enormi tubi di scappamento era giunta irrimediabilmente al tramonto. D’ora in avanti, pensava accarezzando la vettura e annusando l’odore di nuovo dell’abitacolo, saranno queste le auto che vedremo sulle strade del futuro.

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