A poche settimane dal 4 marzo, il dibattito all’interno del M.A.M.A. si era fatto serrato: dopo la scelta -ça va sans dire- di Cheddonna come candidata premier, era venuto il momento di stilare una lista dei possibili, futuri ministri.

-Ministre! – aveva corretto la Fulvia, stizzita.

-Ehm, ehm…scusate, ma la grammatica non è un’opinione! – era saltata su, piccata, Lamaestrinadallapennarossoblù, l’anziana insegnante delle elementari di Cheddonna, invitata per l’occasione -Trattasi di sostantivo maschile. Al massimo “ministressa”, per quanto cacofonico… –

-Buuuh! Retrograda! Si aggiorni!- l’avevano fischiata le altre.

Cheddonna era intervenuta a sedare gli animi, riportando, per fugare ogni dubbio, una dichiarazione della presidente della Crusca che incoraggiava l’uso del sostantivo al femminile.

Lamaestrinadallapennarossoblù si era ritirata sull’Aventino, poco convinta e un tantino offesa, e Cheddonna stava  tentando invano di porre rimedio all’incresciosa situazione, quando era intervenuta Brunilde, una nuova iscritta con una grande passione per i classici greci e latini. 

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Dopo essere stata eletta, per alzata di mano, candidata premier per il M.A.M.A., Cheddonna aveva ricevuto un invito a partecipare di martedì a una trasmissione politica, insieme agli esponenti di alcuni dei partiti di maggior spicco.

Seduta su una delle scomodissime casse di legno che fungevano da sgabelli nella scarna scenografia dello studio, Cheddonna si guardava intorno, un po’ emozionata. In fondo era la prima volta che andava in televisione.

Poco prima, in sala trucco, aveva incontrato una donna bionda, cui il truccatore stava cercando inutilmente di cancellare due enormi borse sotto gli occhi.

-Ah, signora mia!- le aveva sussurrato la donna, affranta,- ‘sta cosa che in diretta non si può usare photoshop è una iattura. Sì, per carità, c’è sempre il metodo Barbara D’Urso, con le luci sparate in faccia, ma non è la stessa cosa!-

Cheddonna aveva abbozzato un sorriso, poi l’aveva dovuta lasciare, perché era il suo turno di partecipare al dibattito.

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(Leggere prima “La fase adulta del M.A.M.A.”)

 

 

-Bella idea!-aveva commentato la Fulvia, a caldo.-Se c’è qualcuno che può salvare questo paese disastrato sono proprio le donne, e chi meglio di noi, mamme del M.A.M.A.? –

-Bene, brava, bis!- l’avevano acclamata le mamme presenti.

Cheddonna si era guardata intorno, soddisfatta: l’entusiasmo che sentiva provenire dall’uditorio le dava la carica necessaria per affrontare quella nuova sfida.

-Non ci resta che stendere il programma, allora! Da dove cominciamo?Innanzitutto  aboliamo qualcosa, direi-aveva proposto, con l’entusiasmo del primo giorno di scuola.

-Eh, non è facile, noi entriamo in campo solo adesso, e gli altri partiti hanno già proposto di abolire la legge Fornero, il canone Rai, i vaccini, le tasse universitarie, le “pensioni d’oro”, la legge Merlin…-aveva elencato la Fulvia.

Le mamme del M.A.M.A. si erano guardate l’un l’altra, senza sapere cosa dire. Mica facile davvero, in una campagna elettorale dove si è già proposto di abolire qualunque cosa, trovare altri spunti.

-Ma mie care!-le aveva riprese affettuosamente Cheddonna,-non perdiamoci in un bicchiere d’acqua! Siamo o non siamo il “Movimento Anonimo Mamme Apprensive”?

-Sì, ben detto!- aveva commentato Laluisa.

-E allora la prima proposta che faremo è: abolire la maggiore età a 18 anni e portarla a 30, no, che dico? 35 anni!-aveva concluso Cheddonna.

Un boato, seguito da un fragoroso applauso, aveva accolto queste ultime parole.

-Giusto, e aboliamo anche la patente a 18 anni!-aveva gridato la Titty, mamma della Sissy, che da quando la figlia aveva cominciato a guidare la sua macchina, era sempre costretta a usare i mezzi pubblici.

-E le discoteche, che chiudono tardissimo e i ragazzi stanno in giro fino ad ore assurde e a noi tocca stare sveglie fino a quando non tornano a casa? Aboliamole subito!-aveva detto tutto d’un fiato la Marty, mamma del Lolly, che, da quando era diventato maggiorenne, si faceva chiamare Lo-e-basta.

-Vogliamo parlare dei compiti a casa? Bisogna as-so-lu-ta-men-te abolirli!-era saltata su la Fulvia per la quale, con il piccolo “Che” alla scuola primaria, ogni pomeriggio era “lotta dura senza paura” con l’ analisi grammaticale e la geometria piana.

-Già, per non parlare dei temi di compito al liceo! Una volta la prof di italiano della Kikk@ ha osato darmi 5! A  me!-si era alterata Cheddolce, che si vantava di essere sempre stata brava in italiano.

NonnaNenna, che per l’occasione era stata invitata come membro anziano, scuoteva la testa, pensierosa.

  • Aboliamo di qua, aboliamo di là…Che strani tempi!Quando ero giovane io i programmi elettorali proponevano di fare qualcosa, mica di disfarlo…-

Durante le ultime riunioni del M.A.M.A.* si era discusso molto, oltre che dei consueti problemi dei figli adolescenti, anche delle imminenti elezioni politiche.

Il diffuso clima di malcontento era palpabile anche tra le mamme del movimento, che non riuscivano a raccapezzarsi tra le miriadi di esternazioni che i diversi esponenti dei partiti sfornavano  a ciclo continuo, a suon di tweet e post sui social.

Cheddonna aveva riflettuto molto, e quella mattina aveva deciso di tenere un discorso alle iscritte.

-Amiche, di più,  sorelle! Leggevo sui giornali che alle prossime elezioni, oltre a quelli di maggior spicco, si presenteranno diversi nuovi partiti come:”L’Italia di Mameli”, “10 volte meglio”, “Recupero maltolto: TFR libero”, “Poeti d’azione”, “W la Fisica” e “Sacro romano impero cattolico”. Una simile quantità di simboli e proposte rende assai ardua la decisione!-

-C’è più scelta che all’Esselunga!-aveva commentato Laluisa.

-Escluderei il partito “Sms”,-aveva continuato Cheddonna,- perché, suvvia, di questi tempi chi li usa più? –

-Eh, sì,  sarebbe stato meglio chiamarlo”Whatsapp” … – aveva convenuto Lastregadisopra.

Cheddonna si era schiarita due o tre volte la voce, poi aveva proseguito il discorso.

-Ecco, il partito delle “Buone maniere”, potrebbe essere interessante, con la maleducazione che c’è in giro al giorno d’oggi, ma io sono convinta che si possa fare ancora di più!-

Le mamme del movimento l’ascoltavano con grande attenzione.

Cheddonna aveva socchiuso gli occhi e, giungendo le mani davanti alla bocca, aveva annuito a lungo, in silenzio.

Poi, rivolta alle altre mamme, aveva esclamato, ispirata:

-Il M.A.M.A. è giunto ormai alla sua fase adulta, ed è ora che spicchi il volo. Siamo pronte a buttarci nell’agone e a presentarci alle  elezioni del 4 marzo? –

(Fine prima parte #tornodivenerdì con la seconda parte del racconto, buon fine settimana a tutti!)

*Movimento Anonimo Mamme apprensive

Si ringrazia Jacopo Agosti per il logo del Movimento.

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