Negli ultimi mesi ho scritto poco, e di mala voglia, come se inconsciamente avessi voluto prendere un po’ le distanze da Cheddonna e dal suo piccolo mondo strampalato.

Capita, a volte, anche con gli amici più cari o coi parenti stretti, di sentire il bisogno di congedarsi da loro per un po’, per guardarli da una certa distanza, e ritrovare il senso dei legami di affetto che ci uniscono a loro.

Capita, anche, di non tornare affatto, perché le strade si dividono, e le storie di ciascuno continuano su pagine differenti, in racconti incompatibili.

Ho pensato, in questi mesi, di dire addio a Cheddonna, per intraprendere nuove strade, sulle quali avrebbe finito con l’essermi d’intralcio, con quel suo tacco dodici così inadatto al cammino…

Avevo bisogno di tempo e di spazio per pensare a nuove idee, e mi sembrava che per lei non ci fosse più posto, accanto a me.

E così l’estate è trascorsa, srotolando i pensieri come teli sulla sabbia, e scrollando via le nubi.

Ho accantonato, forse solo per il momento, un progetto ancora troppo acerbo, elaborando il lutto che le cose incompiute si lasciano dietro, e immaginato una storia che aspetta solo di essere scritta, e che, invece, è finalmente matura per essere raccontata.

Mi sono guardata indietro e Cheddonna era lì a guardarmi,  sorniona. Non sembrava offesa per essere stata trascurata per tutto quel tempo, solo un po’ impaziente.

Di raccontare cosa le era successo negli ultimi mesi,  perché, anche quando ci allontaniamo da loro, le persone continuano a vivere la loro vita, e di rivelarmi qualche pettegolezzo su Lastregadisopra, perché certe cose non cambiano proprio mai.

Devo confessare che anche a me era mancata, perché un’amica che osserva la realtà “dodici centimetri sopra la terra” può fare la differenza, soprattutto quando si è un po’ confusi, come lo ero io.

E, allora, prossimamente, tornerò a raccontare di lei, o viceversa. Chissà?

E’ da un po’ che ci penso, ma non riuscivo mai a decidere. E’ che ci si affeziona ai propri personaggi, dopo tanto tempo, ma gestire un blog, aggiornarlo costantemente, sforzarsi di non scadere nella banalità, è un impegno che va sempre preso molto molto sul serio. Io l’ho sempre fatto, forse anche troppo. Così, in questi cinque anni e mezzo, ho continuato ad aggiungere tasselli alle vicende di Cheddonna, creando pian piano una storia che ha visto i protagonisti crescere, e in qualche caso invecchiare. Ne  sono  nati due libri, e ormai ci sarebbe quasi materiale per pensare a un terzo, che per ora, tuttavia, non ci sarà. La verità è che scrivere a scadenza, come un blog richiede, è talmente totalizzante che è molto difficile dedicarsi ad  altri progetti, come quello del romanzo che ho iniziato due anni fa e che ancora non è concluso. Perciò ho deciso che non #tornodivenerdì, come ho sempre fatto negli ultimi mesi, ma che scriverò di Cheddonna quando e se avrò qualcosa di nuovo e di bello da  dire; comunque, tranquilli, #quandotornofacciounfischio.download (3)

Per tutta la quaresima Cheddonna ha osservato con sincera ammirazione la scelta di NonnaNenna di non mangiare carne e di digiunare ogni venerdì, ed è tentata di seguire il suo esempio. Sarà stata una conversione sulla via di Damasco? Venite a scoprirlo venerdì con #tornodivenerdì

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