Litri e litri di caffè alternati a ettolitri di camomilla, per attenuarne gli effetti e cercare di dormire almeno un po’;

ore e ore senza riuscire a chiudere occhio, la stanchezza ormai cronica, e la testa divisa tra i programmi e il pensiero fisso di quell’orale che si avvicinava ormai a grandi passi.

Agitazione, nervi a fior di pelle, il desiderio di arrivare subito all’indomani mattina e la paura di quell’alba che stava per spuntare, dietro la finestra aperta per lasciar entrare l’aria fresca del primo mattino.

E, finalmente, il giorno degli orali era arrivato: certamente quella “notte prima degli esami” sarebbe rimasta per sempre tra i suoi ricordi indelebili, riaffiorando, talvolta, nei sogni, pensava Cheddonna, mentre, coi capelli sparati in mille, improbabili direzioni e gli occhi pesti, andava a svegliare IlPrincipe, che dormiva placidamente nel suo letto.

-IlPrincipeee, vuoi il caffè?

-Uhm, no ma’, grazie, ne ho già bevuta  una caffettiera…

-Te lo  faccio l’ovetto sbattuto?

-No, grazie, ma’.

-Ti alzo un po’ l’aria condizionata? Non so come fai a studiare con questo caldo!

-Guarda che si sta benissimo, anzi!

-Uh, hai freddo? Vuoi una felpa?

-No-o! Scusa, ma, adesso dovrei ripetere la tesina….

-Certo, certo…Vuoi che te la provi?Facciamo una simulazione degli orali, che ne dici? Eh?

IlPrincipe si era alzato dalla sedia girevole che in quei giorni precedenti la maturità era diventata la sua seconda casa e, con molta calma e un’insolita gentilezza, aveva accompagnato Cheddonna alla porta, congedandola con un “no grazie” accompagnato da un sorriso perentorio e definitivo, nella sua fissità.

Cheddonna era rimasta qualche secondo dietro la porta chiusa, in attesa che magari IlPrincipe ci ripensasse e decidesse di riaprirla, come nei film, ma non era accaduto, e lo squillo del telefonino l’aveva distolta dal proposito di tentare un altro blitz in camera sua.

Era la Fulvia.

-Allora? Come sta vivendo IlPrincipe la vigilia degli esami di  Maturità? E’ agitato? E tu?

-Io? Io sono calmissima!- era riuscita a rispondere Cheddonna, un secondo prima che il telefonino le cadesse dalle mani, non proprio fermissime. Poi, recuperatolo da terra, aveva aggiunto:- Lui, invece, è un fascio di nervi. Non l’ho mai visto così! Non so proprio come faremo ad arrivare agli orali, di questo passo. Anzi, adesso scusami, ché devo andare a preparargli una camomilla! (to be  continued)

 

 

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