In occasione del quarto anniversario di fondazione del M.A.M.A. (Movimento Anonimo Mamme Apprensive), Cheddonna stava organizzando una  grande festa che avrebbe coinvolto tutte le socie, e avrebbe previsto, tra gli interventi in scaletta, perfino uno show cooking del grande Baldo Bracco, che, dopo aver letto “q.b”, era diventato uno dei  più convinti sostenitori della cucina di sussistenza di Cheddonna.

Quest’ultima aveva già fatto ridipingere la sala delle conferenze e commissionato un’enorme torta con il logo del movimento in foglia d’oro alla pasticceria di Ernst G-nam, e ora non le restava che diramare gli inviti sul gruppo  di whatsapp  del M.A.M.A.

-Sarà una festa in-di-men-ti-ca-bi-le!-aveva scritto Cheddonna, soddisfatta.

Pian piano erano cominciate ad arrivare le prime notifiche di risposta:

-Tesoooro, mi dispiace, quel giorno non ce la faccio proprio a esserci!-si era scusata la Titty, cui si era accodata la Sissy, che aveva aggiunto una faccina triste.

-No! Proprio il 5? -Aveva scritto Laluisa, con un emoticon allarmato. Ho un appuntamento dal dentista!-

-Io sarò in studio tutto il giorno.-aveva aggiunto Tuttisuoi?

-Scusa, cara, ma ci sono i colloqui con gli insegnanti di Pittibimbo.-l’aveva informata Cheddolce.

-Cara, mi dispiace tanto! Sai che Irene comincia l’inserimento al nido…-aveva scritto la Fulvia.

-Se finisco in tempo di pulire la casa faccio un salto.-aveva aggiunto Lastregadisopra, vaga.

Cheddonna c’era rimasta male, anche se non voleva ammetterlo.

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Da quando era iniziata la Quaresima NonnaNenna, ogni venerdì, mangiava pochissimo e si asteneva dalla carne. Cheddonna la osservava in silenzio: per la nonna, che tutti i fine settimana era solita fare il giro degli happy hour con le amiche del N.O.N.N.A. e non poteva certo dirsi vegetariana, doveva trattarsi di un grande sacrificio, pensava.download (1).jpg

-Che vuoi che sia, è solo un piccolo fioretto!- si schermiva NonnaNenna, sentendo su di sé lo sguardo interrogativo di Cheddonna.- Dovresti farlo anche tu!-

Cheddonna guardava quella vecchina dal volto  diafano e scarno come la sua persona, ma dall’incredibile vigore, e non poteva fare a meno di provare un profondo rispetto per lei, e una sincera ammirazione.

La  forza di volontà di NonnaNenna e la sua coerenza non finivano mai di stupirla.

Quel venerdì, mentre era intenta a ispezionare il frigorifero alla ricerca di uno stuzzichino, improvvisamente si era voltata verso NonnaNenna e aveva esclamato:-Sì, hai ragione, d’ora in poi osserverò anch’io il digiuno, e non solo di venerdì!-

NonnaNenna era rimasta a bocca aperta. La luce proveniente dall’interno del frigorifero conferiva a Cheddonna un’aura quasi mistica, e  in sottofondo le era parso di udire un coro d’angeli.

-Miracolo!- aveva mormorato, incredula, giungendo le mani e rivolgendo gli occhi al Cielo.

Cheddonna aveva annuito, convinta.

-Del resto,-pensava, stringendo tra pollice e indice un rotolino di grasso sui fianchi,-alla prova costume mancano solo tre mesi, e allora… evviva il venerdì di magro e digiuno, perché si sa che “magro è digiuno”!-

Per tutta la quaresima Cheddonna ha osservato con sincera ammirazione la scelta di NonnaNenna di non mangiare carne e di digiunare ogni venerdì, ed è tentata di seguire il suo esempio. Sarà stata una conversione sulla via di Damasco? Venite a scoprirlo venerdì con #tornodivenerdì

La cronica carenza  di aule nel liceo  de IlPrincipe aveva determinato la necessità, da parte degli insegnanti, di ottimizzare gli spazi, e così, da qualche tempo, i colloqui con i genitori si svolgevano contemporaneamente in un’unica stanza.

-Alla faccia della privacy!-pensava Cheddonna, facendosi faticosamente largo tra i banchi collocati a casaccio, per raggiungere la professoressa di disegno.

Sedutasi finalmente davanti all’insegnante, Cheddonna l’aveva ascoltata per un po’, cercando di ignorare il brusio di sottofondo dell’aula, poi, avendo realizzato  che, almeno per quella materia, non c’era nulla di cui preoccuparsi, aveva cominciato pian piano a staccare i contatti e si era messa quasi involontariamente ad ascoltare la conversazione che stava avvenendo due sedie più in là tra un padre che non aveva mai visto e un insegnante di inglese.

-L’ho fatta chiamare perché sua figlia l’ha fatto di nuovo,-stava dicendo il professore,-è entrata in ritardo di dieci minuti pur sapendo che doveva essere interrogata, ed è già la terza volta, questo mese.-

Il padre, con le braccia conserte, lo guardava accigliato, in silenzio. Cheddonna non aveva potuto fare a meno di tendere  ancor di più l’orecchio, per non perdere una sola battuta di quel dialogo che si preannunciava piuttosto interessante.

-E non è tutto,-aveva continuato il professore, mentre il padre lo fissava, sempre più scuro in volto,-guardi, guardi lei stesso: qui ci sono  ben cinque giustificazioni non firmate!- e, così dicendo, gli aveva mostrato un libretto dall’aspetto piuttosto vissuto.

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