-Ciao, tesoro, tutto bene oggi, a scuola?-aveva domandato Cheddonna, affacciandosi alla porta della cucina, mentre IlPrincipe entrava in casa.

-Uhm,  fanc, scuola di m, caz…-aveva risposto lui.

-Come, scusa?- aveva insistito Cheddonna, che non aveva afferrato il concetto.

-Eeeh, Ma’? Boh, che pall. -e, alzando le spalle, si era avviato verso la sua stanza, dopo aver lanciato un’occhiata interrogativa a sua madre.

Leggi tutto l'articolo

-Una passeggiata semplicissima, quasi tutta in piano, un paio d’ore di puro relax tra ruscelli gorgoglianti e dolci pendii erbosi.-le aveva promesso Miomarito, col linguaggio da depliant turistico che sfoderava quando voleva convincerla a seguirlo.-

Lei convinta del tutto non era, ma IlPrincipe, in un insolito slancio d’affetto, l’aveva presa sottobraccio, trascinandola letteralmente con sè, e si sa che a un figlio non si può dire di no, soprattutto se, da buon adolescente, di solito si limita a grugnire in tono poco amichevole.

Così Cheddonna, dopo aver acquistato un completo da arrampicata, con tanto di corde, moschettoni e un paio di scarponcini fucsia che erano proprio un amore, aveva seguito marito e figlio sul sentiero  diretto al “Lac negher”, 2260 metri sul livello del mare.

-Uhm…settecento metri di dislivello…-pensava Cheddonna, -delle due l’una: o non ci vogliono soltanto due ore, oppure…- ma la risposta non aveva tardato ad arrivare, appena dopo il delizioso boschetto di larici, dove il sentiero, senza avvisare, si faceva irto come una scalinata, senza uno straccio di red carpet, per giunta.

Ma ormai era tardi per tornare indietro, anche perché, col suo scarso senso dell’orientamento, Cheddonna avrebbe faticato non poco a ritrovare la strada dell’hotel, così  non le era rimasto che continuare l’ascesa, facendo buon viso a cattiva sorte.

Dopo un tempo che Miomarito e IlPrincipe avevano quantificato in tre ore e settecento calorie bruciate, e a Cheddonna era  sembrato infinito, sebbene l’idea delle settecento calorie perdute l’avesse parzialmente consolata, il trio era finalmente giunto a destinazione: un laghetto di forma circolare,-Di sicura origine glaciale-aveva chiosato Miomarito, benché col riscaldamento globale non fosse rimasto molto nè del ghiacciaio nè del lago, in effetti.

Intorno: nessuno.

Leggi tutto l'articolo

Una domenica mattina, sul tardi, Cheddonna stava pigramente rimandando il momento di lasciare l’abbraccio tiepido del piumino primaverile, e sonnecchiava con la mascherina oscurante ben calcata sul viso, quando, dalla stanza de IlPrincipe, aveva sentito provenire i primi, inequivocabili segnali del suo risveglio: una sinfonia di oggetti spostati, porte sbattute, sbadigli e grugniti in la maggiore.

-Buongiorno, IlPrincipe, dormito bene?-gli aveva domandato,  senza decidersi a lasciare il letto.

-Uhm…-era stata la sua laconica risposta.

-Senti, ma…che tempo fa oggi?-si era informata, poi.

Dopo una breve pausa IlPrincipe aveva esclamato: -Dice nuvoloso.

-Chi lo dice?-aveva chiesto Cheddonna, sbadigliando.

-Meteoesatto.it, il miglior sito di previsioni del tempo-aveva risposto lui, col tono monocorde di un navigatore satellitare.

downloadMiomarito, che era già in piedi da tre ore, e stava telelavorando nel suo studio, si era affacciato alla porta della cameretta, e con aria corrucciata lo aveva apostrofato :-Ehi, dico, basta guardare fuori per vedere che tempo fa, altro che cercare in Internet!- e, spingendo un tasto, aveva azionato la tapparella elettrica che, sollevandosi, aveva creato un varco spazio-temporale tra il mondo esterno e quello interno.

IlPrincipe aveva sgranato gli occhi e, fissando l’orizzonte oltre la finestra, era rimasto per un po’ in silenzio, rapito. Il cielo era solcato da nubi qua e là più fitte e sovrapposte, come petali di una rosa in una foto in bianco e nero.In alcuni punti filtrava una luce tenue e lattiginosa, incerta se mostrarsi nel suo spendore o eclissarsi dietro a una nuvola più spessa delle altre.

imagesMiomarito lo guardava soddisfatto, rivolgendo uno sguardo d’intesa a Cheddonna che, nel frattempo, li aveva raggiunti.

Leggi tutto l'articolo

ricevimento_genitoriLa cronica carenza  di aule nel liceo  de IlPrincipe aveva determinato la necessità, da parte degli insegnanti, di ottimizzare gli spazi, e così, da qualche tempo, i colloqui con i genitori si svolgevano contemporaneamente in un’unica stanza.

-Alla faccia della privacy!-pensava Cheddonna, facendosi faticosamente largo tra i banchi collocati a casaccio, per raggiungere la professoressa di disegno.

Sedutasi finalmente davanti all’insegnante, Cheddonna l’aveva ascoltata per un po’, cercando di ignorare il brusio di sottofondo dell’aula, poi, avendo realizzato  che, almeno per quella materia, non c’era nulla di cui preoccuparsi, aveva cominciato pian piano a staccare i contatti e si era messa quasi involontariamente ad ascoltare la conversazione che stava avvenendo due sedie più in là tra un padre che non aveva mai visto e un insegnante di inglese.

-L’ho fatta chiamare perché sua figlia l’ha fatto di nuovo,-stava dicendo il professore,-è entrata in ritardo di dieci minuti pur sapendo che doveva essere interrogata, ed è già la terza volta, questo mese.-

Il padre, con le braccia conserte, lo guardava accigliato, in silenzio. Cheddonna non aveva potuto fare a meno di tendere  ancor di più l’orecchio, per non perdere una sola battuta di quel dialogo che si preannunciava piuttosto interessante.

-E non è tutto,-aveva continuato il professore, mentre il padre lo fissava, sempre più scuro in volto,-guardi, guardi lei stesso: qui ci sono  ben cinque giustificazioni non firmate!- e, così dicendo, gli aveva mostrato un libretto dall’aspetto piuttosto vissuto.download

Leggi tutto l'articolo

Attenzione: alcuni nomi sono cliccabili. Scoprite quali  e perché.imagesDa un po’ di tempo  a Cheddonna pareva che IlPrincipe si comportasse in modo insolito. Dopo essersi lasciato alle spalle il ciuffo verde e le magliette strappate dei primi tempi del liceo artistico, era passato attraverso un periodo di impegno sociale al centro”E’ okkupato”, insieme a Laurah (la ragazza dai capelli blu), e, per un po’ le era sembrato anche felice, ma poi quest’ultima si era innamorata di Fighippo, il ragazzo più carino della scuola, e IlPrincipe non l’aveva presa bene.

Quando era a casa stava sempre chiuso nella sua stanza, con le cuffiette perennemente nelle orecchie a ribadire la sua  scarsa propensione al dialogo, peraltro ridotto a espressioni monosillabiche inframezzate da un variegato turpiloquio, e Cheddonna aveva cominciato a credere che, d’ora in avanti, sarebbe stato sempre così.

Alla fine dell’anno scolastico precedente, però, qualcosa era cambiato: abbandonata la maschera impenetrabile che aveva indossato per mesi, sul volto  de IlPrincipe era apparso quello che a Cheddonna sembrava inequivocabilmente un sorriso, benché potesse essere anche un ghigno:con un adolescente non si può mai dire.

Eppure quelle labbra all’insù, accompagnate da un’insolita luce negli occhi, somigliavano proprio a un sorriso vero, e nei mesi successivi Cheddonna ne aveva avuto conferma, osservando il comportamento del figlio. Ora IlPrincipe usciva più spesso, e quando tornava a casa, incontrando Cheddonna, Miomarito o NonnaNenna, li salutava per primo, e non correva a rinchiudersi immediatamente nella sua stanza. A volte girava addirittura per casa senza le cuffie, e in qualche occasione si era perfino spinto a scambiare due chiacchiere limitando al minimo il numero di parolacce per frase.

Inoltre, da qualche tempo, aveva adottato un look intellettuale, con tanto di occhiali e maglioncini bon ton, e aveva scoperto una vera e propria passione per il sushi.

A Cheddonna questa nuova versione de IlPrincipe non dispiaceva affatto.

-Cherchez la femme!- aveva sentenziato Miomarito, un giorno che IlPrincipe, uscendo, aveva lasciato una scia del costoso dopobarba che doveva aver sottratto dall’armadietto di suo padre.

-Eh, già!-gli aveva fatto eco NonnaNenna, che, essendo di origine savoiarda, parlava bene il francese,-Ci dev’essere per forza di mezzo una ragazza!-

-Dite?- aveva esclamato Cheddonna, che l’aveva intuito fin dall’inizio, anche se fino a quel momento non aveva voluto prendere in considerazione l’ipotesi. E, fingendo di essersi ricordata di una commissione urgente, era corsa a tirar fuori dal cassetto la sua attrezzatura da 007: se c’era qualcosa da scoprire, non le sarebbe di certo sfuggita.

 

 

Mese per mese