Il salone di Fr@nko, il parrucchiere-estetista-guru di Cheddonna, oltre a essere un punto di riferimento per l’hair-style internazionale, era un crocevia di incontri al vertice tra le massime opinioniste in fatto di moda, spettacolo e gossip: una sorta di moderna agorà in cui spesso si discuteva anche di cronaca e di politica.

-Avete sentito che a Roma e nel Lazio ci sono stati sessantaquattro casi di Chikungunya? E la sindaca Raggi che fa?-aveva aperto le danze Lastregadisopra, alzando gli occhi dal rotocalco “Davvero?”, che stava leggendo mentre aspettava che il balayage si fissasse.

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Bello aprire la pagina del blog (che è rimasta chiusa per tre giorni, mentre ero via) e trovare che una persona, dal Canada, pare, ha letto dodici articoli di seguito, compresa la pagina degli acquisti. Peccato non abbia lasciato un commento…

E’ da un po’ che ci penso, ma non riuscivo mai a decidere. E’ che ci si affeziona ai propri personaggi, dopo tanto tempo, ma gestire un blog, aggiornarlo costantemente, sforzarsi di non scadere nella banalità, è un impegno che va sempre preso molto molto sul serio. Io l’ho sempre fatto, forse anche troppo. Così, in questi cinque anni e mezzo, ho continuato ad aggiungere tasselli alle vicende di Cheddonna, creando pian piano una storia che ha visto i protagonisti crescere, e in qualche caso invecchiare. Ne  sono  nati due libri, e ormai ci sarebbe quasi materiale per pensare a un terzo, che per ora, tuttavia, non ci sarà. La verità è che scrivere a scadenza, come un blog richiede, è talmente totalizzante che è molto difficile dedicarsi ad  altri progetti, come quello del romanzo che ho iniziato due anni fa e che ancora non è concluso. Perciò ho deciso che non #tornodivenerdì, come ho sempre fatto negli ultimi mesi, ma che scriverò di Cheddonna quando e se avrò qualcosa di nuovo e di bello da  dire; comunque, tranquilli, #quandotornofacciounfischio.download (3)

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