Caracollando sui tacchi che affondavano nella ghiaia del vialetto,  L’altrozio, regina della settima giornata,  aveva preso posto sullo scranno e aveva cominciato a raccontare, quando era stato interrotto da Lastregadisopra.

-Scusate, eh, ma a quanto mi risulta ieri è iniziata la fase due…Cosa ci facciamo ancora qui? A quest’ora dovremmo essere tutti in giro a trovare i nostri congiunti, cioè parenti, affini, coniugi conviventi e partner delle unioni civili, fidanzati e affetti stabili!

-Beh, in effetti Anchemiei potrebbe aver bisogno di una mano con Donato, Diletta, Matteo, Beniamino, Teodoro, Dorotea e Adessobasta… aveva considerato Tuttisuoi?, scoppiando a ridere.-Soprattutto dopo l’altro giorno, al telefono,che gli ho detto per scherzo che pensavo di essere di nuovo incinta…-

-E lui come l’ha presa?- aveva domandato Cheddonna, ridendo.

-Abbastanza bene, vorrebbe chiamarlo Manonerinmenopausa?, mi ha detto!-

Tutti, tranne Loziovescovo, che disapprovava l’utilizzo anche a scopo ludico della menzogna e Laluisa, che, come al solito, non aveva capito nulla,  si erano uniti al coro delle risate.

-Se siete d’accordo,-aveva proposto Cheddonna, quando era tornato il silenzio,- Dal momento che Tuttisuoi? ci ha già anticipato la novella dell’ottava giornata, ridarei la parola a L’altrozio e poi passerei alla nona e alla decima giornata, con Laluisa e, infine, NonnaNenna.

Quando il mormorio di approvazione si era affievolito, L’altrozio aveva ripreso:- Un giorno, su Facebook, ho ricevuto una richiesta di amicizia da parte di un ragazzo bellissimo, che aveva visto una mia foto con la parrucca da Rita Hayworth, la rossa mozzafiato che ha ispirato il personaggio di Jessica Rabbit, avete presente?-

Loziovescovo aveva annuito un po’ troppo vigorosamente, prima di tornare ad atteggiare il viso a un’espressione grave e compunta.

-Continua!- aveva esclamato la Fulvia, rivolta a L’altrozio.

-Be’, ecco, il ragazzo non aveva capito che si trattava di una parrucca, e a dirla tutta nemmeno che io fossi una drag queen, e per un po’ siamo andati avanti a scriverci e a chattare, fino a quando lui mi ha proposto di incontrarci, per far crescere la nostra relazione virtuale…-

-E poi cos’è successo?-aveva domandato piano Miomarito, vedendo che L’altrozio aveva cambiato espressione.

-Quando lui mi ha visto ha fatto una faccia strana e ha detto soltanto: “bello scherzo!”, ma non rideva affatto. Da quel giorno non ci siamo più visti, e mi ha bloccato anche su Facebook…-

-Tocca a me, tocca a me!- aveva commentato Laluisa, sentendo che L’altrozio aveva smesso di parlare e che nessuno, intorno, fiatava.

-Nella nona giornata vi devo raccontare… quello che mi piace. Dunque…- e Laluisa aveva attaccato con un elenco di banalità che nessuno dei presenti si era preso la briga di ascoltare, intenti com’erano a confortare L’altrozio.

Quando, finalmente, Laluisa aveva finito di parlare, NonnaNenna aveva preso la parola: – bene, direi che per oggi abbiamo avuto abbastanza emozioni: alcune allegre, altre tristi, altre…ehm.

Proporrei di andare a preparare i bagagli e di tornare finalmente alle nostre case…-

-Ma, NonnaNenna, manca la tua storia, sulle avventure d’amore vissute con cortesia e magnanimità!- avevano protestato in coro Cheddonna e Cheddolce, come quando erano bambine.

NonnaNenna le aveva guardate e, allargando le braccia, aveva esclamato: -Basta raccontare storie che riguardano il passato, da domani si ricomincia a vivere il presente! Buona fase due a tutti voi, con giudizio, mi raccomando!

Poi, allontanandosi, aveva mormorato tra sé: -Tsé, una signora non racconta in pubblico le proprie avventure galanti, cosa credevano?-

 

Il giorno  seguente era scoppiato un forte temporale, e l’allegra  brigata aveva dovuto rinunciare ancora a riunirsi in giardino.

Loziovescovo, re della quinta giornata, si era fatto portare da una delle aule dismesse del piano di sopra una cattedra, con tanto di pedana rialzata, e vi si era accomodato, stando bene attento a non sciupare la perfetta piega della talare, nel sedersi.

-Fratelliiii  e sorelleee, siamo qui riuniti…-aveva cominciato, inserendo la modalità “vibrato”.

-Dem, su, non siamo mica in chiesa!- lo aveva rimproverato NonnaNenna che, essendo sua sorella, poteva permettersi una certa confidenza.

Lievemente infastidito per l’interruzione, Loziovescovo si era schiarito la voce e aveva ripreso:- Come sapete, il tema di oggi è la felicità ottenuta dagli amanti dopo avventure straordinarie.Oggi vi narrerò la storia di due giovani fidanzati che avevano deciso di sposarsi, ma…-

-Ma lei lo lascia perché scopre che lui ha un’altra,- aveva commentato Lastregadisopra,-come Quelverme!-

-No, no, lei lo lascia perché lui è un maschilista retrogrado,- l’aveva corretta la Fulvia, scuotendo la testa.

-Forse lui l’ha lasciata perché ha capito di amare un altro uomo…-aveva ipotizzato L’altrozio, sorridendo.

-Come dicevo,-aveva ripreso Loziovescovo, dopo aver fulminato tutti e tre con lo sguardo,-i due giovani avevano già fissato  la data del matrimonio e tutto era pronto, quando un grave impedimento dirimente giunse a sconvolgere i loro progetti.

-Chiedo scusa, Loziovescovo, la storia per caso si svolge in Lombardia?-era intervenuto Miomarito, che aveva subito mangiato la  foglia.

-Sì, per la precisione tra le province di Lecco, Bergamo e Milano, perché?- aveva domandato Loziovescovo, sorpreso da quella domanda.

-Niente, niente, continui, la prego…-aveva risposto Miomarito, con un sorrisetto d’intesa.

-Un uomo potente aveva deciso  che quel matrimonio non si sarebbe dovuto  celebrare e il sacerdote, ahilui, aveva dovuto chinare il capo e ubbidire, poi l’epidemia aveva fatto il resto…-

-E il lazzaretto, i bravi, la monaca di Monza…-aveva elencato Miomarito a Cheddonna, sottovoce.-Certo che tuo zio avrebbe potuto scegliere una storia più originale, invece di copiare i Promessi sposi…-

-Ma poi si sono sposati, vero?-aveva domandato Laluisa, che non avrebbe potuto sopportare un’altra storia senza lieto fine, dopo quella de Lastregadisopra.

-Non ancora, ma l’ultimo Dpcm del Presidente Conte prevede la possibilità di  celebrare funerali e matrimoni a porte chiuse, nel rispetto delle distanze di sicurezza e con l’uso degli appositi presidi, perciò il prossimo otto maggio, i due giovani saranno finalmente uniti in matrimonio! Tutto è bene quel che finisce bene!- e, con un gesto regale, Loziovescovo aveva congedato i presenti, dopo aver designato Miomarito come re della sesta giornata. (continua)

 

 

La mattina della quarta giornata, il cielo non prometteva nulla di buono e la temperatura mite dei giorni precedenti aveva lasciato il posto a un freddo marzolino, da fine inverno. Perciò, a malincuore, l’allegra brigata aveva deciso di rientrare e di proseguire le narrazioni nel salone che da sempre aveva ospitato le riunioni del M.A.M.A.

A piccoli gruppi, le persone stavano cominciando a prendere posto, quando: -AAAARGH!- aveva strillato Lastregadisopra, mettendosi le mani nei capelli.

  • Che succede?- aveva domandato Miomarito, come un Morgan qualunque dopo l’uscita di scena di Bugo.

-Qui dentro è un DISASTRO: c’è polvere dappertutto, i vetri hanno gli aloni e NESSUNO ha passato la cera sui pavimenti!- aveva esclamato Lastregadisopra, a tratti alzando istericamente la voce.

-Ma se abbiamo pulito ieri, e l’altro ieri, e il giorno prima, e tutti i maledettissimi giorni da quando siamo chiusi qui dentro?-era sbottata la Fulvia, già nervosa perché, all’interno, non si poteva fumare.

-Silenzio, oggi sono io la regina, perciò ubbidite, se volete che vi racconti la mia storia. Intanto: tu, prendi l’aspirapolvere, tu il mocio, voi due la scala e la carta di giornale per pulire i vetri, e poi, la cera! Cheddonna, per favore, potresti evitare di camminare con i tacchi dove hanno appena passato la cera? Grazie, eh!-

E, in piedi in mezzo al salone, Lastregadisopra si era messa a dirigere a bacchetta le pulizie di primavera, mentre raccontava la sua storia.

-Io e Quelverme ci siamo conosciuti a una presentazione del Bimby. Lui era il rappresentante e, appena l’ho visto, mi sono follemente innamorata…-

-Di lui?-aveva domandato Laluisa, applaudendo con lo straccio in mano, e spargendo così tutta la polvere in giro.

-Anche.- l’aveva fulminata con lo sguardo Lastregadisopra, poi aveva proseguito, con aria sognante:-e da quel momento la mia vita è cambiata: ho scoperto tante nuove ricette e ogni giorno potevo preparare nuovi manicaretti…-

-Un uomo fortunato!-aveva commentato Loziovescovo, a cui la perpetua cucinava solo brodini e verdure lesse.

-Eh, si sa, gli uomini van presi per la gola…-aveva aggiunto NonnaNenna, perdendosi nei ricordi dei bei tempi.

-Poi, quando ho smesso di allattare Tuttasuopadre, lui mi ha aiutato con lo svezzamento, anche se, certo, ogni volta c’era da pulire tutto…-

Presa da questo pensiero, Lastregadisopra aveva afferrato uno straccio e lo sgrassatore e si era messa a ripassare minuziosamente tutte le superfici già splendenti, dopo aver costretto tutti i a indossare le pattine.

-Anchemiei mi aiuta sempre con i bambini,-aveva commentato Tuttisuoi?.

-Minimo!-aveva aggiunto la Fulvia, allargando le braccia.

-Scusa,- era intervenuta Cheddolce, dubbiosa,- ma il tema di oggi non doveva essere “gli amori infelici”? Mi sembra che non ci siamo…-

Cheddonna le aveva allungato discretamente una pedata, appena un poco attutita dalla pattina che indossava sopra il tacco dodici. -Sssst! Lui se n’è andato!-

Ricordava molto bene la terribile scena di quasi quindici anni prima, quando Quelverme, seguito dalle sue valigie che rotolavano per le scale, aveva lasciato per sempre l’appartamento in cui aveva abitato con moglie e figlia.

Lastregadisopra aveva rivolto a Cheddolce uno sguardo dolente che, per un attimo, l’aveva fatta pentire di averle fatto quella domanda.

Poi, con la grandezza e lo spessore di certi personaggi pirandelliani, aveva guardato il suo pubblico, che la ascoltava in silenzio.

-È una storia triste, sì, che parla di un amore infelice, alla fine…-

-Perché lui se n’è andato?-aveva domandato L’altrozio, asciugandosi una lacrima col boa di struzzo che portava al collo.

-Perché Quelverme si è portato via il Bimby, ecco perché!-

E, imprecando a gran voce  Lastregadisopra aveva lasciato la sala, passando freneticamente il mocio dietro di sé.

 

 

 

 

 

 

Dopo aver ceduto lo scranno a Cheddolce, la Fulvia si era andata a sedere a gambe incrociate sul prato, proprio accanto a Cheddonna.

-Fa tanto sit-in di protesta, non trovi?- le aveva sussurrato, rievocando certi loro trascorsi giovanili.

Intanto, dopo un paio di colpetti di tosse, giusto per attirare l’attenzione, Cheddolce aveva iniziato il suo racconto.

-Signore, signori, la novella di oggi ha come tema qualcosa a lungo desiderato e finalmente ottenuto, con ogni mezzo o inganno. Quella che sto per raccontarvi è una storia vera, strettamente confidenziale, che mi ha raccontato un’amica…-

-La conosciamo, eh?-aveva domandato Lastregadisopra, a cui non sembrava vero di poter ascoltare un nuovo gossip che riguardasse qualcuno dei suoi conoscenti.

-Si dice il peccato, ma non il peccatore!- era intervenuta severamente NonnaNenna, ponendo fine al suo entusiasmo.

Cheddolce si era guardata intorno con aria misteriosa: – Questa mia amica aveva sposato un uomo ricco, ma, ahimè, piuttosto tirchio,- aveva continuato, con un profondo sospiro. -Tutte le sue amiche ricevevano per Natale e per il compleanno parure di gioielli, brillanti e perle a fiumi, ma suo marito niente, non c’era verso che quello spilorcio le regalasse nemmeno un misero braccialetto di corniola, o un paio di orecchini, che ne so, di topazi azzurri…

-Che uomo insensibile!-aveva commentato L’altrozio, guardandosi pensosamente le mani inanellate.

-Già, un vero mostro!- era sbottata Cheddolce, scuotendo la testa. Poi, ricompostasi, aveva continuato: – Un giorno, dopo anni  e anni di sopportazione, la mia amica decise di agire e…-

  • Si comprò da sola i gioielli che desiderava, ovviamente!- era saltata su su la Fulvia, con  Miomarito che assentiva vistosamente.

-Ehm, in un certo senso sì, ma…- Cheddolce, spazientita, li aveva gelati con un’occhiata obliqua. – Diciamo che fece credere al marito che qualcun altro le avesse regalato un paio di orecchini di smeraldi, abbastanza vistosi da non passare inosservati. Il gioielliere, uomo serissimo, un vero professionista, non gli rivelò mai che in realtà era stata lei a comprarseli. –

-Che successe, poi?- aveva domandato Tuttisuoi?, incuriosita.

-Il marito della mia amica non disse una parola, né fece domande, ma dopo qualche giorno andò da quello stesso gioielliere e comprò il più grosso anello di diamanti che avessi… che la mia amica avesse mai visto!- si era corretta Cheddolce.

-Un’amica, eh? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il marito, Giannicaro…- aveva commentato Lastregadisopra, ammiccando, rivolta a Laluisa, che stava battendo le mani.

-Che bello, un’altra storia a lieto fine!- aveva esclamato quest’ultima, entusiasticamente.

-Eh già!-aveva concluso Cheddolce,  con un ampio gesto  che, per un istante, aveva fatto baluginare l’enorme brillante che portava al dito,-anche se, purtroppo, non tutte le storie possono finire bene. L’argomento di domani, ad esempio, sarà”gli amori infelici”, e la regina sarà…-

-Io.-aveva commentato amaramente Lastregadisopra.- Nella quarta giornata vi racconterò la storia del mio matrimonio con Quelverme…- (continua)

 

 

 

Riassunto delle puntate precedenti: Riunitisi presso la sede del M.A.M.A. per festeggiare i 50 anni di Cheddonna al tempo della pandemia, Miomarito, NonnaNenna, Cheddolce, la Fulvia, Loziovescovo, L’altrozio, Laluisa, Lastregadisopra e Tuttisuoi? si trovano obbligati dall’ennesimo DPCM a restarvi confinati fino a nuove disposizioni. Dopo aver risolto alcuni problemi logistici e di approvvigionamento, i dieci compagni di quarantena devono decidere come trascorrere il tempo che li separa dal ritorno alla normalità. Cheddonna, citando il Boccaccio, propone che a turno ognuno dei presenti diventi “re o regina” per un giorno, e  racconti una storia agli altri e, in qualità di festeggiata, è proprio lei ad aprire le danze, con una ricetta di sussistenza inedita che deciderà di regalare ai suoi ospiti.

La regina della seconda giornata, nella quale si narra di avventure a lieto fine, è la Fulvia…

 

Con un gesto solenne della mano, Cheddonna aveva ceduto il posto sullo scranno di pietra alla Fulvia, regina della seconda giornata.

Quest’ultima, sentendo gli sguardi degli astanti fissi su di lei, si era accesa una sigaretta e, tra una boccata e l’altra, aveva cominciato a narrare:

-Vi ricordate tutti Losplendido, il compagno di liceo mio e di Cheddonna?

-Come no! -aveva pensato fra sè Cheddolce, – noi di terza liceo  l’avevamo eletto ginnasiale dell’anno!-

Cheddonna aveva annuito, a quei tempi chi non aveva una cotta per quel ragazzo dal ciuffo setoso e dai denti così scintillanti che ci volevano gli occhiali da sole per guardarlo, quando sorrideva?

-Be’, naturalmente io ero innamorata persa , mentre lui sembrava non accorgersi nemmeno che frequentavamo la stessa classe…-aveva continuato la Fulvia.

-Scusa- aveva puntualizzato Lastregadisopra, -ma poi hai avuto un figlio da lui, no?-

-Sì, il piccolo Ernesto, detto “il Che”, che è in classe con mia figlia Dorotea, no, scusate, con Beniamino-aveva spiegato Tuttisuoi?, che aveva qualche difficoltà nel ricordare i nomi dei compagni di scuola dei suoi sette figli.

-È vero,- aveva sospirato la Fulvia,-finito il liceo non ho saputo più niente di lui per quasi vent’anni, poi, un giorno, ci siamo rivisti ed è scoccata la scintilla…

-Ah, che storia romantica!  Vado matta per le storie a lieto fine!-aveva esclamato Laluisa battendo le mani, un attimo prima che NonnaNenna, stizzita, le assestasse una gomitata.

-Ssssh!-le aveva sibilato,-quando ha saputo che era incinta, lui l’ha lasciata…

-Purtroppo, però, lui se n’è andato in Brasile, alla ricerca del suo “io bambino” e quando è nato il Che io ero una ragazza madre…attempata.-aveva continuato la Fulvia, con una risata mesta.

Loziovescovo aveva scosso la testa, esclamando: -Mala tempora currunt!-

Nonnanenna, alzando gli occhi al cielo, aveva dato una gomitata anche a lui.

-Per fortuna potevo contare sui miei amici, Cheddonna, soprattutto,  e poi Miomarito e suo fratello Unozio, che mi è stato particolarmente vicino, in quegli anni difficili…

-Già, era innamorato di te da almeno dieci anni, ma non te n’eri mai accorta!-aveva esclamato Miomarito, sorridendole.

-Ma il nostro fratellino ha trovato il coraggio di dichiararsi e finalmente vi siete messi insieme,  e adesso avete anche una splendida bimba, Irene,-aveva aggiunto L’altrozio, soffiandosi sonoramente il naso e tamponandosi il mascara che iniziava a colargli lungo il viso.

-Anche se poi Losplendido è tornato a vivere in Italia e si è fidanzato con Labbra-a-canotto, hai presente?- aveva bisbigliato Cheddolce a Lastregadisopra.

-Certo, la mamma di Fighippo e Cessika,  lo so perché frequentano la stessa compagnia della mia Tuttasuopadre…-aveva commentato Lastregadisopra, sempre a bassa voce.

-E adesso  Losplendido è tornato a vivere in italia e ha deciso di fare il padre di due figli adolescenti, -aveva continuato la Fulvia, allargando le braccia,- un bel cambiamento, non vi pare?-

-Uhm, già, e che lavoro fa per vivere?- aveva domandato Tuttisuoi?, pragmatica.

-Fa il conduttore su un canale di televendite h24. L’ultima volta che l’ho visto in Tv presentava un piumino antipolvere rotante…-

-Fantastico!Tutto è bene quel che finisce bene!-aveva esclamato Laluisa, e stavolta tutti si erano trovati d’accordo con lei.

La Fulvia era scoppiata a ridere, poi, guardando solennemente i presenti, aveva aggiunto, spegnendo con la punta della scarpa la sigaretta ormai consumata : -il tema della terza giornata sarà “chi alcuna cosa molto da lui disiderata con industria acquistasse o la perduta ricoverasse”, e la regina sarà…Cheddolce!-

 

 

 

Mese per mese