-NonnaNenna, cosa ne pensi della prima serata di Sanremo?- aveva domandato Cheddonna, a colazione.

-Mah…-aveva risposto lei, meditabonda.

-C’erano la Vanoni, Ron e perfino una nutrita rappresentanza dei Pooh, i cantanti dei tuoi tempi, non sei contenta?-

-Bah, le mummie del museo di Torino sono più giovanili…-

-Ma alcune canzoni erano belle, dai!-

-Sarà, ma  me parevano tutti stonati come le campane di don Travet!-

-E i giovani, i giovani ti sono piaciuti, almeno?-aveva domandato Cheddonna, che sapeva quanto NonnaNenna credesse nelle nuove generazioni.

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Dopo il timido coming-out dell’anno precedente  nei confronti del festival di Sanremo, Cheddonna e le amiche del M.A.M.A. avevano deciso di venire allo scoperto, se non coram populo, almeno fra di loro.

Quella sera e quelle successive, fino alla finale di sabato, si sarebbero trovate a casa dell’una o dell’altra per assistere tutte insieme alla kermesse canora.

-Eh… ma dove? E poi come facciamo con i nostri mariti? – aveva obiettato la Titty, mamma della Sissy.

-Già, non possiamo mica dir loro che ci troviamo a vedere il Festival…Il mio non ci crederebbe mai e come minimo penserebbe che io abbia un amante!- aveva ridacchiato la Marty, mamma del Lolly, che adesso si faceva chiamare Lo-e-basta.

-Minimo.-avevano commentato all’unisono Cheddolce e Tuttisuoi?

-Mercoledì potete venire tutte da me, Miomarito va a giocare a calcetto e ho la casa libera, però le altre sere non saprei come fare…-aveva proposto Cheddonna,  scusandosi.

Tutte si erano guardate senza sapere cosa dire, poi Lastregadisopra si era schiarita la voce:

-Be’, perché questa sera non venite  tutte da me? Da quando Quelverme se n’è andato con Larovinafamiglie non ho più di questi problemi!-

Cheddonna le aveva rivolto un sorriso di incoraggiamento.

-Ma scusa, tu non eri quella che non aveva il televisore?-avevano esclamato in coro le altre mamme del M.A.M.A.

Lastregadisopra era arrossita.

-Ehm, sì, è vero, non l’ho mai avuto, ma quando ho saputo che quest’anno a Sanremo ci sarebbe stato Claudio Baglioni non ho potuto resistere e ne ho comprato uno a 55 pollici, per non perdermi nulla.

Allora è deciso, vi aspetto alle 21 a casa mia, con le pattine, mi raccomando!-

 

 

-Pronto, Cheddonna, tutto bene?- aveva esordito Cheddolce, verso mezzogiorno.

All’altro capo del telefono c’era stato un momento di silenzio.

-Non farmi parlare, guarda…-aveva cominciato a dire Cheddonna.

-Perché?-

-Eh, oggi è san Biagio.-

-E…?-

-E NonnaNenna ha voluto a tutti i costi che l’accompagnassi in chiesa per la benedizione della gola.-

-Ah, sì, è vero! Poi ti danno il pane benedetto da portare a casa!-si era ricordata Cheddolce.

-Eh, anche lei lo pensava, ma c’era così tanta gente, ma così tanta gente…-

-Nemmeno a Natale e Pasqua si vede un pienone così!-aveva brontolato ad alta voce NonnaNenna, in sottofondo.

-Davvero? E così non siete riuscite a prendere il pane benedetto?-

-No!- aveva sospirato Cheddonna,-E NonnaNenna ci è rimasta malissimo…-aveva aggiunto, abbassando la voce per non farsi sentire dalla nonna.

-Ma cara, che problema c’è? Io stamattina sono andata  dal panettiere e ho comprato lì il pane che il parroco era passato a benedire, prima di andare a dire la messa. Se ti sbrighi ne trovi ancora…

Sssst, però forse a NonnaNenna è meglio non dire dove lo hai preso!-

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