Il salone di Fr@nko, il parrucchiere-estetista-guru di Cheddonna, oltre a essere un punto di riferimento per l’hair-style internazionale, era un crocevia di incontri al vertice tra le massime opinioniste in fatto di moda, spettacolo e gossip: una sorta di moderna agorà in cui spesso si discuteva anche di cronaca e di politica.

-Avete sentito che a Roma e nel Lazio ci sono stati sessantaquattro casi di Chikungunya? E la sindaca Raggi che fa?-aveva aperto le danze Lastregadisopra, alzando gli occhi dal rotocalco “Davvero?”, che stava leggendo mentre aspettava che il balayage si fissasse.

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Bello aprire la pagina del blog (che è rimasta chiusa per tre giorni, mentre ero via) e trovare che una persona, dal Canada, pare, ha letto dodici articoli di seguito, compresa la pagina degli acquisti. Peccato non abbia lasciato un commento…

E’ da un po’ che ci penso, ma non riuscivo mai a decidere. E’ che ci si affeziona ai propri personaggi, dopo tanto tempo, ma gestire un blog, aggiornarlo costantemente, sforzarsi di non scadere nella banalità, è un impegno che va sempre preso molto molto sul serio. Io l’ho sempre fatto, forse anche troppo. Così, in questi cinque anni e mezzo, ho continuato ad aggiungere tasselli alle vicende di Cheddonna, creando pian piano una storia che ha visto i protagonisti crescere, e in qualche caso invecchiare. Ne  sono  nati due libri, e ormai ci sarebbe quasi materiale per pensare a un terzo, che per ora, tuttavia, non ci sarà. La verità è che scrivere a scadenza, come un blog richiede, è talmente totalizzante che è molto difficile dedicarsi ad  altri progetti, come quello del romanzo che ho iniziato due anni fa e che ancora non è concluso. Perciò ho deciso che non #tornodivenerdì, come ho sempre fatto negli ultimi mesi, ma che scriverò di Cheddonna quando e se avrò qualcosa di nuovo e di bello da  dire; comunque, tranquilli, #quandotornofacciounfischio.download (3)

Una domenica mattina, sul tardi, Cheddonna stava pigramente rimandando il momento di lasciare l’abbraccio tiepido del piumino primaverile, e sonnecchiava con la mascherina oscurante ben calcata sul viso, quando, dalla stanza de IlPrincipe, aveva sentito provenire i primi, inequivocabili segnali del suo risveglio: una sinfonia di oggetti spostati, porte sbattute, sbadigli e grugniti in la maggiore.

-Buongiorno, IlPrincipe, dormito bene?-gli aveva domandato,  senza decidersi a lasciare il letto.

-Uhm…-era stata la sua laconica risposta.

-Senti, ma…che tempo fa oggi?-si era informata, poi.

Dopo una breve pausa IlPrincipe aveva esclamato: -Dice nuvoloso.

-Chi lo dice?-aveva chiesto Cheddonna, sbadigliando.

-Meteoesatto.it, il miglior sito di previsioni del tempo-aveva risposto lui, col tono monocorde di un navigatore satellitare.

downloadMiomarito, che era già in piedi da tre ore, e stava telelavorando nel suo studio, si era affacciato alla porta della cameretta, e con aria corrucciata lo aveva apostrofato :-Ehi, dico, basta guardare fuori per vedere che tempo fa, altro che cercare in Internet!- e, spingendo un tasto, aveva azionato la tapparella elettrica che, sollevandosi, aveva creato un varco spazio-temporale tra il mondo esterno e quello interno.

IlPrincipe aveva sgranato gli occhi e, fissando l’orizzonte oltre la finestra, era rimasto per un po’ in silenzio, rapito. Il cielo era solcato da nubi qua e là più fitte e sovrapposte, come petali di una rosa in una foto in bianco e nero.In alcuni punti filtrava una luce tenue e lattiginosa, incerta se mostrarsi nel suo spendore o eclissarsi dietro a una nuvola più spessa delle altre.

imagesMiomarito lo guardava soddisfatto, rivolgendo uno sguardo d’intesa a Cheddonna che, nel frattempo, li aveva raggiunti.

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