Alla riunione del M.A.M.A.* c’era un insolito fermento; le mamme in attesa dell’inizio, divise in piccoli capannelli, discutevano tra loro. I volti animati, i toni a tratti accesi e il ripetuto incrociarsi di braccia lasciavano presagire che l’argomento che di lì a poco sarebbe stato oggetto della riunione fosse  davvero qualcosa di grosso.

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Oggi non è venerdì, lo so, ma eccezionalmente questa settimana i racconti di Cheddonna saranno due, in occasione del festival di Sanremo.Ci vediamo tra due giorni con #tornodivenerdì

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-Non so voi, ma io non ne posso più di tutte queste notizie su Sanremo…-aveva esordito la Fulvia, prima che la riunione settimanale del M.A.M.A. avesse inizio.-Con tutti i problemi che ci sono nel nostro Paese, poi…-

-Io, invece di seguire il Festival, ho deciso  di  riguardarmi l’intero ciclo “Commedie e proverbi” di Rohmer.-aveva annunciato Cheddolce, con nonchalance- Ieri, ad esempio, ho guardato “Il raggio verde”, un ca-po-la-vo-ro!-

– Ma se quando l’abbiamo visto la prima volta al  cinema ti  sei addormentata dopo i primi venti minuti perché dicevi che era di una noia mortale?-pensava tra sé Cheddonna, sogghignando.

-Io, invece, ho spento la T.V. e ho iniziato a leggere l’ “Ulisse di Joyce”… e l’ho quasi finito.-aveva dichiarato Laluisa, con aria competente.-

-Immagino in che modo: saltando dalla prima pagina direttamente all’ultima!-aveva chiosato, sempre tra sé, Cheddonna, che non aveva mai visto Laluisa cimentarsi con qualcosa di più impegnativo  di una rivista di arredamento.

-Noi la televisione non ce l’abbiamo  proprio!-aveva esclamato Lastregadisopra, calando il carico pesante.

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L’ultima riunione del M.A.M.A (movimento anonimo mamme apprensive), subito dopo l’uscita dei quadri scolastici, aveva avuto il sapore di una piccola Caporetto. Tra morti e feriti, debiti da recuperare e nuove scuole da scegliere per chi non ce l’aveva fatta, le mamme del M.A.M.A. si erano salutate fra i singhiozzi, incuranti del rimmel che colava copiosamente dai loro occhi arrossati, e si erano date appuntamento a settembre. Poi, un giorno di agosto, IlPrincipe era partito per l’Inghilterra, dove lo attendevano due settimane di studio intensivo della lingua. Due interminabili, infinite settimane, pensava Cheddonna, già un po’ pentita di averlo lasciato partire. Dopo i primi due giorni, sentendo di aver bisogno di aiuto, aveva deciso di convocare una riunione straordinaria del M.A.M.A., benché non si aspettasse una grande partecipazione, visto il periodo di vacanza.
A sorpresa, invece, la piccola sala delle riunioni era gremita di gente: volti familiari e rassicuranti, ma tutti ugualmente pervasi da un’ansia sottile.
“BimboX è a Malaga, ospite di una famiglia…torna domani” aveva detto Laluisa, con gli occhi che le brillavano per l’emozione. “Che fortuna!” avevano esclamato in coro le altre. “Chissà com’è stata dura, per te. La Sissy è a Parigi e torna soltanto tra cinque giorni” aveva aggiunto la Titty, tenendosi il volto tra le mani.
“IlPrincipe è partito due giorni fa…” aveva detto Cheddonna, con voce tremante.
Intorno era calato un silenzio carico di empatia. “Come ti senti?” aveva chiesto la Marty. “Sai, anche il Lolly è appena partito…”
“E’ dura…Poi  io cerco di non chiamarlo troppo spesso…oggi l’ho sentito solo quattordici volte” aveva risposto Cheddonna.
L’applauso dell’uditorio era partito spontaneo. “Bene!Brava!Cheddonna sei tutte noi!”
“Ma no, dai” si era schermita lei “ormai sono grandi, e poi tredici giorni, sette ore, quarantatré minuti  e dieci secondi passano in fretta!”

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