download-2

Alcune parole sono cliccabili e rimandano a post precedenti

Ma’, oggi pomeriggio viene una mia amica del classico che mi deve dare una mano a studiare Dante. Può restare a pranzo?- recitava il messaggio di Whatsapp de IlPrincipe.

Cheddonna, lì per lì, non aveva realizzato.- Amica del classico? Non mi pare di conoscerla…-pensava.- Ok.-gli aveva risposto, senza troppo entusiasmo, poi aveva ripreso ad occuparsi delle sue faccende.Più tardi, passando davanti alla camera de IlPrincipe, si era stupita di trovare la porta semi-aperta, e aveva gettato un’occhiata all’interno: tutto era in perfetto ordine, non un calzino per terra, nè una cartaccia vicino al cestino, che risultava completamente vuoto e pulito. La scrivania era stata spolverata, il letto rifatto e i libri allineati sulle mensole.

-Decisamente insolito.-pensava Cheddonna, che generalmente doveva fare lo slalom tra indumenti e oggetti gettati per terra alla rinfusa, quando entrava nella camera de IlPrincipe. Poi un pensiero si era fatto largo nella sua mente, come una folgorazione:-Che la misteriosa invitata sia la ragazza dei fiori? Ma certo, come ho fatto a non pensarci prima?- e, senza perdere altro tempo, era scesa alla gastronomia sotto casa ad acquistare l’occorrente per un perfetto pranzo gourmet”simil-home made”, che avrebbe spacciato come farina del suo sacco.

Alle 13.30, dopo la scuola, IlPrincipe aveva aperto la porta di casa e aveva invitato a entrare la sua ospite, presentandola a Cheddonna.

-E’ lei, non mi sbagliavo!-pensava tra sé Cheddonna,-ammirando la graziosa figura che le stringeva la mano.

-Ma’, ti ricordi di lei? E’ la vincitrice della scorsa edizione di “Students’ got talent”, il talent show dei licei cittadini, eravamo in classe insieme alla scuola primaria…-

Cheddonna era impallidita. Davanti a lei cominciavano a scorrere, come quadri di Andy Warhol,  immagini del passato che avevano come protagonista la bionda fanciulla che le stava dinnanzi: merendine al cioccolato, patatine tagliate con coltello e forchetta, dolci melodie che si trasformavano in sordi brontolii e il suono, lacerante, di un rutto degno di Homer Simpson. Certo che si ricordava di lei.

-Tr…Troglodì, sei proprio tu? Che piacere rivederti, dopo tanti anni…-

Leggi tutto l'articolo

Attenzione:alcune parole sono linkabili e rimandano a post precedenti 🙂downloadIl pomeriggio seguente, quando IlPrincipe era uscito per recarsi in centro, Cheddonna aveva indossato uno dei  travestimenti da 007 che era solita usare per pedinarlo quando usciva con Laurah, e l’aveva seguito a poca distanza.

Dopo aver percorso un tratto di strada, specchiandosi nervosamente nelle vetrine e ravviandosi di continuo il ciuffo, IlPrincipe era entrato da un fioraio, e ne era uscito con un bouquet di tulipani rosa.

-Che tesoro!- pensava Cheddonna tra sé,-Ha voluto fare un regalo alla sua mamma. Fingerò di essere sorpresa, quando me lo darà!-e, con le lacrime agli occhi, Cheddonna aveva girato i tacchi, intenzionata a farsi trovare a casa, quando IlPrincipe sarebbe tornato.

Ma, proprio in quell’istante, con la coda dell’occhio aveva visto arrivare, dall’altro lato della strada, una figura che le era in qualche modo familiare, anche se non avrebbe saputo dire dove l’avesse già vista.

Era una ragazza della stessa età de IlPrincipe, bionda e dagli incredibili occhi color pervinca, leggiadra e avvenente come una principessa delle fiabe.

Quest’ultimo, nel vederla arrivare, aveva affrettato il passo per andarle incontro e le aveva porto galantemente il mazzo di fiori che teneva dietro la schiena.

L’eterea creatura gli aveva rivolto un sorriso che aveva messo in risalto i suoi lineamenti delicati, facendo ondeggiare, come in un film al rallentatore, i biondi capelli.

Cheddonna sembrava perfino di sentire, in sottofondo, la colonna sonora di “Love boat“e non aveva potuto fare a meno di sussurrare un “Ooooh!”, che era insieme di meraviglia e di delusione per l’aver scoperto di non essere lei la destinataria di quei fiori.

Attenzione: alcuni nomi sono cliccabili. Scoprite quali  e perché.imagesDa un po’ di tempo  a Cheddonna pareva che IlPrincipe si comportasse in modo insolito. Dopo essersi lasciato alle spalle il ciuffo verde e le magliette strappate dei primi tempi del liceo artistico, era passato attraverso un periodo di impegno sociale al centro”E’ okkupato”, insieme a Laurah (la ragazza dai capelli blu), e, per un po’ le era sembrato anche felice, ma poi quest’ultima si era innamorata di Fighippo, il ragazzo più carino della scuola, e IlPrincipe non l’aveva presa bene.

Quando era a casa stava sempre chiuso nella sua stanza, con le cuffiette perennemente nelle orecchie a ribadire la sua  scarsa propensione al dialogo, peraltro ridotto a espressioni monosillabiche inframezzate da un variegato turpiloquio, e Cheddonna aveva cominciato a credere che, d’ora in avanti, sarebbe stato sempre così.

Alla fine dell’anno scolastico precedente, però, qualcosa era cambiato: abbandonata la maschera impenetrabile che aveva indossato per mesi, sul volto  de IlPrincipe era apparso quello che a Cheddonna sembrava inequivocabilmente un sorriso, benché potesse essere anche un ghigno:con un adolescente non si può mai dire.

Eppure quelle labbra all’insù, accompagnate da un’insolita luce negli occhi, somigliavano proprio a un sorriso vero, e nei mesi successivi Cheddonna ne aveva avuto conferma, osservando il comportamento del figlio. Ora IlPrincipe usciva più spesso, e quando tornava a casa, incontrando Cheddonna, Miomarito o NonnaNenna, li salutava per primo, e non correva a rinchiudersi immediatamente nella sua stanza. A volte girava addirittura per casa senza le cuffie, e in qualche occasione si era perfino spinto a scambiare due chiacchiere limitando al minimo il numero di parolacce per frase.

Inoltre, da qualche tempo, aveva adottato un look intellettuale, con tanto di occhiali e maglioncini bon ton, e aveva scoperto una vera e propria passione per il sushi.

A Cheddonna questa nuova versione de IlPrincipe non dispiaceva affatto.

-Cherchez la femme!- aveva sentenziato Miomarito, un giorno che IlPrincipe, uscendo, aveva lasciato una scia del costoso dopobarba che doveva aver sottratto dall’armadietto di suo padre.

-Eh, già!-gli aveva fatto eco NonnaNenna, che, essendo di origine savoiarda, parlava bene il francese,-Ci dev’essere per forza di mezzo una ragazza!-

-Dite?- aveva esclamato Cheddonna, che l’aveva intuito fin dall’inizio, anche se fino a quel momento non aveva voluto prendere in considerazione l’ipotesi. E, fingendo di essersi ricordata di una commissione urgente, era corsa a tirar fuori dal cassetto la sua attrezzatura da 007: se c’era qualcosa da scoprire, non le sarebbe di certo sfuggita.

 

 

L’ultima riunione del M.A.M.A (movimento anonimo mamme apprensive), subito dopo l’uscita dei quadri scolastici, aveva avuto il sapore di una piccola Caporetto. Tra morti e feriti, debiti da recuperare e nuove scuole da scegliere per chi non ce l’aveva fatta, le mamme del M.A.M.A. si erano salutate fra i singhiozzi, incuranti del rimmel che colava copiosamente dai loro occhi arrossati, e si erano date appuntamento a settembre. Poi, un giorno di agosto, IlPrincipe era partito per l’Inghilterra, dove lo attendevano due settimane di studio intensivo della lingua. Due interminabili, infinite settimane, pensava Cheddonna, già un po’ pentita di averlo lasciato partire. Dopo i primi due giorni, sentendo di aver bisogno di aiuto, aveva deciso di convocare una riunione straordinaria del M.A.M.A., benché non si aspettasse una grande partecipazione, visto il periodo di vacanza.
A sorpresa, invece, la piccola sala delle riunioni era gremita di gente: volti familiari e rassicuranti, ma tutti ugualmente pervasi da un’ansia sottile.
“BimboX è a Malaga, ospite di una famiglia…torna domani” aveva detto Laluisa, con gli occhi che le brillavano per l’emozione. “Che fortuna!” avevano esclamato in coro le altre. “Chissà com’è stata dura, per te. La Sissy è a Parigi e torna soltanto tra cinque giorni” aveva aggiunto la Titty, tenendosi il volto tra le mani.
“IlPrincipe è partito due giorni fa…” aveva detto Cheddonna, con voce tremante.
Intorno era calato un silenzio carico di empatia. “Come ti senti?” aveva chiesto la Marty. “Sai, anche il Lolly è appena partito…”
“E’ dura…Poi  io cerco di non chiamarlo troppo spesso…oggi l’ho sentito solo quattordici volte” aveva risposto Cheddonna.
L’applauso dell’uditorio era partito spontaneo. “Bene!Brava!Cheddonna sei tutte noi!”
“Ma no, dai” si era schermita lei “ormai sono grandi, e poi tredici giorni, sette ore, quarantatré minuti  e dieci secondi passano in fretta!”

Mese per mese