Alla riunione del M.A.M.A.* c’era un insolito fermento; le mamme in attesa dell’inizio, divise in piccoli capannelli, discutevano tra loro. I volti animati, i toni a tratti accesi e il ripetuto incrociarsi di braccia lasciavano presagire che l’argomento che di lì a poco sarebbe stato oggetto della riunione fosse  davvero qualcosa di grosso.

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-Ciao, tesoro, tutto bene oggi, a scuola?-aveva domandato Cheddonna, affacciandosi alla porta della cucina, mentre IlPrincipe entrava in casa.

-Uhm,  fanc, scuola di m, caz…-aveva risposto lui.

-Come, scusa?- aveva insistito Cheddonna, che non aveva afferrato il concetto.

-Eeeh, Ma’? Boh, che pall. -e, alzando le spalle, si era avviato verso la sua stanza, dopo aver lanciato un’occhiata interrogativa a sua madre.

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imagesIn occasione del quarto anniversario di fondazione del M.A.M.A. (Movimento Anonimo Mamme Apprensive), Cheddonna stava organizzando una  grande festa che avrebbe coinvolto tutte le socie, e avrebbe previsto, tra gli interventi in scaletta, perfino uno show cooking del grande Baldo Bracco, che, dopo aver letto “q.b”, era diventato uno dei  più convinti sostenitori della cucina di sussistenza di Cheddonna.

Quest’ultima aveva già fatto ridipingere la sala delle conferenze e commissionato un’enorme torta con il logo del movimento in foglia d’oro alla pasticceria di Ernst G-nam, e ora non le restava che diramare gli inviti sul gruppo  di whatsapp  del M.A.M.A.images (1)

-Sarà una festa in-di-men-ti-ca-bi-le!-aveva scritto Cheddonna, soddisfatta.

Pian piano erano cominciate ad arrivare le prime notifiche di risposta:

-Tesoooro, mi dispiace, quel giorno non ce la faccio proprio a esserci!-si era scusata la Titty, cui si era accodata la Sissy, che aveva aggiunto una faccina triste.

-No! Proprio il 5? -Aveva scritto Laluisa, con un emoticon allarmato. Ho un appuntamento dal dentista!-

-Io sarò in studio tutto il giorno.-aveva aggiunto Tuttisuoi?

-Scusa, cara, ma ci sono i colloqui con gli insegnanti di Pittibimbo.-l’aveva informata Cheddolce.

-Cara, mi dispiace tanto! Sai che Irene comincia l’inserimento al nido…-aveva scritto la Fulvia.

-Se finisco in tempo di pulire la casa faccio un salto.-aveva aggiunto Lastregadisopra, vaga.

Cheddonna c’era rimasta male, anche se non voleva ammetterlo.

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L’ultima volta in cui Cheddonna aveva osato affacciarsi alla porta della camera de IlPrincipe, si era stupita trovandola perfettamente ordinata e pulita, come se vi fosse appena passata Cenerentola con tutto il suo seguito di topi e uccellini.

Solitamente, infatti, era molto simile alla periferia dimenticata di una metropoli qualunque, sommersa dai suoi stessi rifiuti.

La visita di Troglodì, l’ex compagna di scuola che aveva recentemente rivisto, era stata certamente determinante nell’indurlo a decidere di rendere abitabile il suo spazio vitale. Almeno temporaneamente.

Sì, perché, nei giorni a seguire, la situazione sembrava essere tornata alla normalità, almeno secondo i parametri de IlPrincipe. Ben presto, infatti, dietro all’uscio della sua camera avevano cominciato ad ammassarsi calzini, tute da ginnastica e mutande da lavare, in una compagine colorata e maleodorante, il cui livello cresceva a vista d’occhio.download

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Attenzione:alcune parole sono linkabili e rimandano a post precedenti 🙂downloadIl pomeriggio seguente, quando IlPrincipe era uscito per recarsi in centro, Cheddonna aveva indossato uno dei  travestimenti da 007 che era solita usare per pedinarlo quando usciva con Laurah, e l’aveva seguito a poca distanza.

Dopo aver percorso un tratto di strada, specchiandosi nervosamente nelle vetrine e ravviandosi di continuo il ciuffo, IlPrincipe era entrato da un fioraio, e ne era uscito con un bouquet di tulipani rosa.

-Che tesoro!- pensava Cheddonna tra sé,-Ha voluto fare un regalo alla sua mamma. Fingerò di essere sorpresa, quando me lo darà!-e, con le lacrime agli occhi, Cheddonna aveva girato i tacchi, intenzionata a farsi trovare a casa, quando IlPrincipe sarebbe tornato.

Ma, proprio in quell’istante, con la coda dell’occhio aveva visto arrivare, dall’altro lato della strada, una figura che le era in qualche modo familiare, anche se non avrebbe saputo dire dove l’avesse già vista.

Era una ragazza della stessa età de IlPrincipe, bionda e dagli incredibili occhi color pervinca, leggiadra e avvenente come una principessa delle fiabe.

Quest’ultimo, nel vederla arrivare, aveva affrettato il passo per andarle incontro e le aveva porto galantemente il mazzo di fiori che teneva dietro la schiena.

L’eterea creatura gli aveva rivolto un sorriso che aveva messo in risalto i suoi lineamenti delicati, facendo ondeggiare, come in un film al rallentatore, i biondi capelli.

Cheddonna sembrava perfino di sentire, in sottofondo, la colonna sonora di “Love boat“e non aveva potuto fare a meno di sussurrare un “Ooooh!”, che era insieme di meraviglia e di delusione per l’aver scoperto di non essere lei la destinataria di quei fiori.

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