-Una passeggiata semplicissima, quasi tutta in piano, un paio d’ore di puro relax tra ruscelli gorgoglianti e dolci pendii erbosi.-le aveva promesso Miomarito, col linguaggio da depliant turistico che sfoderava quando voleva convincerla a seguirlo.-

Lei convinta del tutto non era, ma IlPrincipe, in un insolito slancio d’affetto, l’aveva presa sottobraccio, trascinandola letteralmente con sè, e si sa che a un figlio non si può dire di no, soprattutto se, da buon adolescente, di solito si limita a grugnire in tono poco amichevole.

Così Cheddonna, dopo aver acquistato un completo da arrampicata, con tanto di corde, moschettoni e un paio di scarponcini fucsia che erano proprio un amore, aveva seguito marito e figlio sul sentiero  diretto al “Lac negher”, 2260 metri sul livello del mare.

-Uhm…settecento metri di dislivello…-pensava Cheddonna, -delle due l’una: o non ci vogliono soltanto due ore, oppure…- ma la risposta non aveva tardato ad arrivare, appena dopo il delizioso boschetto di larici, dove il sentiero, senza avvisare, si faceva irto come una scalinata, senza uno straccio di red carpet, per giunta.

Ma ormai era tardi per tornare indietro, anche perché, col suo scarso senso dell’orientamento, Cheddonna avrebbe faticato non poco a ritrovare la strada dell’hotel, così  non le era rimasto che continuare l’ascesa, facendo buon viso a cattiva sorte.

Dopo un tempo che Miomarito e IlPrincipe avevano quantificato in tre ore e settecento calorie bruciate, e a Cheddonna era  sembrato infinito, sebbene l’idea delle settecento calorie perdute l’avesse parzialmente consolata, il trio era finalmente giunto a destinazione: un laghetto di forma circolare,-Di sicura origine glaciale-aveva chiosato Miomarito, benché col riscaldamento globale non fosse rimasto molto nè del ghiacciaio nè del lago, in effetti.

Intorno: nessuno.

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imagesA Cheddonna capitava spesso di fare domande che, nelle sue intenzioni, erano tutt’altro che retoriche, ma che finivano col diventarlo, per consunzione.

-Miomarito, quando riesci a dare un’occhiata al rubinetto del bagno? Gocciola.-

-Domani.-

-Quando avresti intenzione di riordinare la tua camera, IlPrincipe?-

-Mmm…∞ –

A volte le rivolgeva anche a se stessa, peraltro col medesimo risultato, come quando doveva fissare una visita di controllo, o iscriversi in palestra, o telefonare a quella persona che non sentiva da tanto …

-Mancanza di tempo, o di sbatti, come direbbe IlPrincipe, a volte di coraggio.-pensava Cheddonna.

E, allora, si finisce col rimandare tutto a domai.

 

Quella mattina Cheddonna si era svegliata di buon’ora, sebbene fosse domenica e la casa tacesse ancora, sprofondata nella pigra sonnolenza dei giorni di festa.

NonnaNenna, che la sera prima era rientrata a mezzanotte dall’apericena con le amiche del N.O.N.N.A., era già in piedi dalle cinque, perché a lei bastavano poche ore di sonno, e  poi si sa che il mattino ha l’oro in bocca, e sedeva in cucina davanti a una tazza di caffelatte da mezzo litro.download

Cheddonna l’aveva guardata con ammirazione e un pizzico d’invidia:  lei al mattino riusciva a prendere soltanto un caffè  e poco altro, un po’ per la fretta, un po’ perché a quell’ora non aveva proprio voglia di mangiare.

-Quelli della sua generazione hanno lo stomaco di ferro,-pensava-adesso non li fanno più così!-e, dopo aver messo sul fuoco la moka da tre, si era seduta a chiacchierare del più e del meno con la nonna, che nel frattempo, oltre al caffelatte, aveva preparato due uova all’occhio di bue, caso mai a Cheddonna fosse venuto appetito.

Questa volta Cheddonna non aveva detto di no e, tra un uovo e quattro chiacchiere, era trascorsa un’oretta buona, senza che le due donne se ne accorgessero.

Attratto dalle voci e dal profumo di caffè, di lì a poco Miomarito aveva fatto capolino alla porta della cucina, con gli occhi semi-chiusi e la barba lunga, e si era lasciato cadere su una sedia, ancora mezzo addormentato.

-Buongiorno. E’ rimasto un po’ di caffè?-aveva esclamato, reprimendo un enorme sbadiglio. Poi, con la lentezza di un bradipo al risveglio, se n’era versato una tazza e aveva cominciato a sorbirla, in silenzio.images

Cheddonna l’aveva salutato con calore e aveva ricominciato a chiacchierare con la nonna, cercando di coinvolgerlo nella conversazione.

-Come ti dicevo, NonnaNenna, il film che siamo andati a vedere ieri sera non era niente di speciale, vero, Miomarito?-

-Uhm…già.-aveva risposto lui, laconico.

-Sì, a me non è piaciuta la scelta del finale, ma Miomarito ha trovato tutto il film piuttosto scadente.Com’è che hai definito il regista, alla fine? “Depensante”?-

-Boh…può essere.Non ricordo.-aveva tagliato corto lui, versandosi l’ultimo goccio di caffè rimasto nella caffettiera.

Cheddonna aveva alzato gli occhi al cielo ed era andata a metterne su un’ altra.

-Ho capito, ho capito: prima del terzo caffè non c’è nulla da fare, non connette.- aveva esclamato, imbronciata, mentre NonnaNenna soffocava una risatina dietro la mano.download (2)

A quel punto aveva fatto la sua comparsa in cucina anche IlPrincipe, che, muovendosi a tentoni e con gli occhi completamente chiusi, si era semi-sdraiato vicino a Miomarito, grugnendo un gutturale -Mmmmm…-in risposta al saluto degli altri commensali.

-Ecco da chi ha preso! Al mattino sembrano due zombie, mai che si possano fare due chiacchiere come si deve!-era sbottata Cheddonna, innervosita, lasciando la stanza.

download (3)-Com’era quella cosa dei gufi e delle allodole? C’è chi è più attivo di notte e chi lo è maggiormente di giorno:è tutta questione di metabolismo.-aveva commentato NonnaNenna, mentre Miomarito, che dopo il terzo caffè stava iniziando a capire dove si trovava, annuiva convinto.download (4)

Poi, guardando IlPrincipe, la cui loquacità non variava a seconda delle fasce orarie, aveva esclamato:-Be’, ci sono i gufi, le allodole e… gli adolescenti, ma quella è un’altra storia.-

 

 

Una domenica mattina, sul tardi, Cheddonna stava pigramente rimandando il momento di lasciare l’abbraccio tiepido del piumino primaverile, e sonnecchiava con la mascherina oscurante ben calcata sul viso, quando, dalla stanza de IlPrincipe, aveva sentito provenire i primi, inequivocabili segnali del suo risveglio: una sinfonia di oggetti spostati, porte sbattute, sbadigli e grugniti in la maggiore.

-Buongiorno, IlPrincipe, dormito bene?-gli aveva domandato,  senza decidersi a lasciare il letto.

-Uhm…-era stata la sua laconica risposta.

-Senti, ma…che tempo fa oggi?-si era informata, poi.

Dopo una breve pausa IlPrincipe aveva esclamato: -Dice nuvoloso.

-Chi lo dice?-aveva chiesto Cheddonna, sbadigliando.

-Meteoesatto.it, il miglior sito di previsioni del tempo-aveva risposto lui, col tono monocorde di un navigatore satellitare.

downloadMiomarito, che era già in piedi da tre ore, e stava telelavorando nel suo studio, si era affacciato alla porta della cameretta, e con aria corrucciata lo aveva apostrofato :-Ehi, dico, basta guardare fuori per vedere che tempo fa, altro che cercare in Internet!- e, spingendo un tasto, aveva azionato la tapparella elettrica che, sollevandosi, aveva creato un varco spazio-temporale tra il mondo esterno e quello interno.

IlPrincipe aveva sgranato gli occhi e, fissando l’orizzonte oltre la finestra, era rimasto per un po’ in silenzio, rapito. Il cielo era solcato da nubi qua e là più fitte e sovrapposte, come petali di una rosa in una foto in bianco e nero.In alcuni punti filtrava una luce tenue e lattiginosa, incerta se mostrarsi nel suo spendore o eclissarsi dietro a una nuvola più spessa delle altre.

imagesMiomarito lo guardava soddisfatto, rivolgendo uno sguardo d’intesa a Cheddonna che, nel frattempo, li aveva raggiunti.

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