Negli ultimi mesi ho scritto poco, e di mala voglia, come se inconsciamente avessi voluto prendere un po’ le distanze da Cheddonna e dal suo piccolo mondo strampalato.

Capita, a volte, anche con gli amici più cari o coi parenti stretti, di sentire il bisogno di congedarsi da loro per un po’, per guardarli da una certa distanza, e ritrovare il senso dei legami di affetto che ci uniscono a loro.

Capita, anche, di non tornare affatto, perché le strade si dividono, e le storie di ciascuno continuano su pagine differenti, in racconti incompatibili.

Ho pensato, in questi mesi, di dire addio a Cheddonna, per intraprendere nuove strade, sulle quali avrebbe finito con l’essermi d’intralcio, con quel suo tacco dodici così inadatto al cammino…

Avevo bisogno di tempo e di spazio per pensare a nuove idee, e mi sembrava che per lei non ci fosse più posto, accanto a me.

E così l’estate è trascorsa, srotolando i pensieri come teli sulla sabbia, e scrollando via le nubi.

Ho accantonato, forse solo per il momento, un progetto ancora troppo acerbo, elaborando il lutto che le cose incompiute si lasciano dietro, e immaginato una storia che aspetta solo di essere scritta, e che, invece, è finalmente matura per essere raccontata.

Mi sono guardata indietro e Cheddonna era lì a guardarmi,  sorniona. Non sembrava offesa per essere stata trascurata per tutto quel tempo, solo un po’ impaziente.

Di raccontare cosa le era successo negli ultimi mesi,  perché, anche quando ci allontaniamo da loro, le persone continuano a vivere la loro vita, e di rivelarmi qualche pettegolezzo su Lastregadisopra, perché certe cose non cambiano proprio mai.

Devo confessare che anche a me era mancata, perché un’amica che osserva la realtà “dodici centimetri sopra la terra” può fare la differenza, soprattutto quando si è un po’ confusi, come lo ero io.

E, allora, prossimamente, tornerò a raccontare di lei, o viceversa. Chissà?

imagesA Cheddonna capitava spesso di fare domande che, nelle sue intenzioni, erano tutt’altro che retoriche, ma che finivano col diventarlo, per consunzione.

-Miomarito, quando riesci a dare un’occhiata al rubinetto del bagno? Gocciola.-

-Domani.-

-Quando avresti intenzione di riordinare la tua camera, IlPrincipe?-

-Mmm…∞ –

A volte le rivolgeva anche a se stessa, peraltro col medesimo risultato, come quando doveva fissare una visita di controllo, o iscriversi in palestra, o telefonare a quella persona che non sentiva da tanto …

-Mancanza di tempo, o di sbatti, come direbbe IlPrincipe, a volte di coraggio.-pensava Cheddonna.

E, allora, si finisce col rimandare tutto a domai.

 

Ebbene, sì, devo ammetterlo, da quando è finita la scuola sono un po’ malinconica. Intendiamoci, dopo un anno particolarmente faticoso come quello appena trascorso non ne potevo proprio più, e negli ultimi giorni avevo cominciato perfino a  fare il count down come ai vecchi tempi, però, però…

Però  questo è un anno un po’ particolare: mio figlio piccolo ha concluso la scuola primaria, e l’anno prossimo andrà alle medie.

Per non parlare del fatto che, sempre l’anno prossimo, mio figlio maggiore sarà alle prese con la Maturità.

Com’era la canzone? “I figli crescono e le mamme imbiancano…”

Ma non è  questo il punto.

É che l’anno prossimo le figlie di Anna e Monica andranno in scuole diverse da quella di mio figlio, così come i figli di Susanna e Marilena, e vedrò meno anche Rita, Anna, Stefania, Lara, Elena e tutte le mamme con le quali, in questi anni, ho condiviso chiacchiere e confidenze davanti a una tazza di caffé.images

Mi mancheranno più di quanto avrei immaginato, cinque anni fa…

Adesso sono qui, davanti al citofono di un elegante palazzo del centro. Sulla targhetta lucida è incisa una sigla: M.A.M.A.

Mi faccio coraggio e suono. Dopo qualche secondo viene ad aprirmi la porta una donna all’incirca della mia età, issata su un paio di open-toe rosa cipria dall’inconfondibile tacco 12. Mi presento, e non ho bisogno di spiegare nulla. Basta uno sguardo.

-Benvenuta, cara. Piacere di conoscerti, io sono…-

-Cheddonna, certo! E quelle laggiù sono Cheddolce, la Fulvia, la Titty, la Sissy, Lastregadisopra, Tuttisuoi? e Laluisa…Lo so bene: vi ho create io, nei miei libri. –

Cheddonna mi guarda incredula come qualcuno che, all’improvviso, riconosce in un volto anonimo il compagno di giochi di un tempo, poi mi prende a braccetto e mi guida all’interno della sala dove, con mia grande sorpresa, ci sono anche Anna, Monica, e tutte le mie “mamme del caffè” al completo. A quanto pare abbiamo avuto tutte la stessa idea.

-Per fortuna c’è il M.A.M.A.,-penso tra me e me, mentre Cheddonna mi fa accomodare su una poltroncina e mi offre un caffè, non senza aver prima scoccato uno sguardo di disapprovazione alle mie sneakers tacco zero.

-Nessuno è perfetto!-la sento sospirare, e non posso che essere d’accordo con lei, ma va benissimo così.

Bello aprire la pagina del blog (che è rimasta chiusa per tre giorni, mentre ero via) e trovare che una persona, dal Canada, pare, ha letto dodici articoli di seguito, compresa la pagina degli acquisti. Peccato non abbia lasciato un commento…

E’ da un po’ che ci penso, ma non riuscivo mai a decidere. E’ che ci si affeziona ai propri personaggi, dopo tanto tempo, ma gestire un blog, aggiornarlo costantemente, sforzarsi di non scadere nella banalità, è un impegno che va sempre preso molto molto sul serio. Io l’ho sempre fatto, forse anche troppo. Così, in questi cinque anni e mezzo, ho continuato ad aggiungere tasselli alle vicende di Cheddonna, creando pian piano una storia che ha visto i protagonisti crescere, e in qualche caso invecchiare. Ne  sono  nati due libri, e ormai ci sarebbe quasi materiale per pensare a un terzo, che per ora, tuttavia, non ci sarà. La verità è che scrivere a scadenza, come un blog richiede, è talmente totalizzante che è molto difficile dedicarsi ad  altri progetti, come quello del romanzo che ho iniziato due anni fa e che ancora non è concluso. Perciò ho deciso che non #tornodivenerdì, come ho sempre fatto negli ultimi mesi, ma che scriverò di Cheddonna quando e se avrò qualcosa di nuovo e di bello da  dire; comunque, tranquilli, #quandotornofacciounfischio.download (3)

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