Litri e litri di caffè alternati a ettolitri di camomilla, per attenuarne gli effetti e cercare di dormire almeno un po’;

ore e ore senza riuscire a chiudere occhio, la stanchezza ormai cronica, e la testa divisa tra i programmi e il pensiero fisso di quell’orale che si avvicinava ormai a grandi passi.

Agitazione, nervi a fior di pelle, il desiderio di arrivare subito all’indomani mattina e la paura di quell’alba che stava per spuntare, dietro la finestra aperta per lasciar entrare l’aria fresca del primo mattino.

E, finalmente, il giorno degli orali era arrivato: certamente quella “notte prima degli esami” sarebbe rimasta per sempre tra i suoi ricordi indelebili, riaffiorando, talvolta, nei sogni, pensava Cheddonna, mentre, coi capelli sparati in mille, improbabili direzioni e gli occhi pesti, andava a svegliare IlPrincipe, che dormiva placidamente nel suo letto.

Giorno 1:-Allora, IlPrincipe, com’era il tema?

-Uhmmm.

Giorno 2:-Che dici?Era interessante la traccia della seconda prova!

-Umpf…

Giorno 3:- Beh, dai, anche il quizzone è andato…

-Bah!

A Cheddonna era scesa una lacrimuccia.

Per giorni, durante gli esami scritti, IlPrincipe le era sembrato un altro, con tutti quei “per favore, mammina”, e quei “grazie” e “prego” come se piovesse.

La tensione, si sa, fa fare cose strambe, ma adesso che IlPrincipe, dopo aver abbandonato lo zaino in mezzo al salotto, era andato a chiudersi in camera sua sbattendo la porta, ed emettendo una sfilza di grugniti,  Cheddonna aveva esclamato, soffiandosi il naso:-Eccolo, il mio ragazzo è tornato!

 

Maturità e camomilla

-La verità è che non siamo mai davvero preparati alla fine di qualcosa.- aveva detto Cheddonna alle amiche del M.A.M.A., asciugandosi una lacrima.

Le mamme in sala si passavano l’un l’altra la scatola dei kleenex, soffiandosi rumorosamente il naso.

-Verissimo, ci sono passata anch’io con Losplendido. In realtà ho sempre saputo che le cose tra noi non avrebbero funzionato, ma quando se n’è andato, nonostante tutto,  mi ha colta di sorpresa.- aveva commentato la Fulvia, pensierosa.

-Eh, tutto finisce!- aveva sentenziato Lastregadisopra, acida.

-Già, tutto finisce: la tua serie T.V. preferita, la raccolta punti del supermercato, l’abbonamento in palestra…-aveva aggiunto Laluisa, annuendo.

Le mamme del M.A.M.A. si erano scambiate sguardi d’incoraggiamento poco convinti, perché il detto: “mal comune, mezzo gaudio”, non è mica poi tanto vero.

-Tredici anni! -era sbottata Cheddonna, -tredici anni di gioie e dolori condivisi insieme, di notti insonni e di sveglie all’alba, di bei ricordi e di qualche giorno da dimenticare, finiti così, per sempre! Sì, una pausa di riflessione posso capirla, ogni tanto si ha bisogno di staccare, di stare lontani per un po’. Ne abbiamo avute tante, soprattutto durante l’estate, e ogni volta abbiamo ricominciato da capo con un nuovo entusiasmo, ma ora…

Le altre l’avevano guardata, in attesa.

-Ma ora è finita davvero, capite? Fra poco ci saranno gli esami di Maturità, e a settembre nessuna campanella suonerà più per noi!

 

 

 

 

Ogni tanto a Cheddonna capitava di ripensare a Piss&lov, il suo ex-vicino di casa che, nel molto tempo libero a sua disposizione, coltivava la marijuana nel giardino condominiale.

Da quando, due anni prima, era partito per l’India,  non aveva saputo più niente di lui.

L’appartamento al pianterreno, sotto il cui balcone Cheddonna aveva scoperto la piantagione clandestina, era rimasto vuoto e sfitto fino a qualche mese prima, quando, all’improvviso, Piss&lov aveva fatto la sua ricomparsa nel palazzo.

Cheddonna l’aveva incontrato nei garage, una mattina, e dapprincipio non aveva capito di chi si trattasse.

Era stato lui a salutare per primo.

-Buongiorno, signora Cheddonna, come sta?-le aveva domandato garbatamente.

Cheddonna stentava a riconoscere in quell’uomo in giacca e cravatta, con un’elegante valigetta in mano, l’hippie figlio- dei- fiori di qualche anno prima.

-Buongiorno, signor Piss&lov, non sapevo che fosse tornato. Tutto bene?- si era informata lei, incuriosita da quel deciso cambiamento di immagine.

-Proprio un’altra persona!- pensava tra sé, scandagliandolo dalla testa ai piedi.

-Sì, grazie. Sono rientrato in Italia da poco per avviare una nuova attività commerciale. –

-Ah, davvero?-.

-Già, e gli affari vanno a gonfie vele! Pensi che i miei clienti vanno dai 12 agli 85 anni, e molte sono signore, ehm, della sua età.-

Cheddonna, ansiosa di saperne di più, aveva dissimulato il proprio disappunto per l’indelicato riferimento anagrafico.

-Ah, bene,  e di cosa si tratta esattamente?-

Piss&lov l’aveva guardata, sorpreso.

-Ma di un “grow shop”, naturalmente. Vendiamo di tutto: cioccolata, tisane, candele a base di cannabis. Ah, e anche semi e kit per il giardinaggio fai-da- te! (Con THC inferiore allo 0,2%, ovviamente!)

Venga a trovarmi, che le faccio un mega-sconto!-

 

 

Tossico indipendente

-Quando hai un figlio piccolo,- aveva confidato la Fulvia a Cheddonna, un giorno di aprile,- non sai mai come vestirlo, specialmente nelle mezze stagioni.-

-E quando hai un figlio adulto non sai mai dove trovarlo!-aveva aggiunto NonnaNenna, entrando in cucina, dove le due amiche stavano preparando il caffè.- E, comunque, le mezze stagioni non ci sono più.-

Cheddonna  era rimasta ad ascoltare senza dire nulla. Quella mattina IlPrincipe era uscito di casa sbattendo la porta, e portando con sé certi nuvoloni  così neri di rabbia, che anche il cuore di Cheddonna si era rannuvolato.

Dopo la scuola era tornato con un sorriso smagliante e il colore del sole sul viso, e anche per Cheddonna, come per incanto, era tornato il sereno.

Più tardi  si era sdraiato sul divano, lo sguardo annoiato delle giornate uggiose e senza vento, e anche lei si era sentita, per un momento, come un aquilone caduto.

Da quando IlPrincipe era entrato in quella “terra di mezzo” che chiamano adolescenza, le giornate di Cheddonna erano un susseguirsi di acquazzoni e schiarite.

Di bonacce e tramontana.

Di gelate improvvise e di insperato tepore.

Di perturbazioni e cieli turchini.

-Quando hai un figlio adolescente- pensava,- non sai mai che tempo farà.

 

 

Mese per mese