-Allora, Cheddonna, qual è la percentuale del M.A.M.A. nei sondaggi?- aveva chiesto la Fulvia, a due giorni dal voto.

Cheddonna aveva cominciato a scorrere lo schermo del computer, sul quale campeggiava l’elenco dei 76 partiti candidati alle elezioni del 4 marzo. Tra i primi spiccavano  quello di Cicciobelloprimacomunione, di Laruspa e del signore dalla faccia di silicone  che aveva incontrato alla trasmissione televisiva cui aveva partecipato qualche settimana prima. Poco distante quello di Misterbean, che quella sera era assente, seguito dalla signora bionda con le borse sotto gli occhi e da quella con lo sguardo fisso.

17% 40%, 15%, 3,5% 20%, 4,5%…le percentuali si susseguivano, sullo schermo, a comporre il panorama del possibile risultato finale.

  • Non lo trovo…- aveva risposto Cheddonna, scorrendo compulsivamente l’elenco, poi, finalmente, si era illuminata:-Eccolo!-

-Ah, bene!- aveva commentato la Fulvia, -che dice?-

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Da ottobre cominciava a sognarla, accanto all’immagine del fuoco scoppiettante del camino e delle caldarroste;

a novembre l’aspettava impaziente, come si attende un’amica che non si riabbraccia da tempo;

a dicembre la invocava, perché il Natale senza di lei non è la stessa cosa;

a gennaio, poi, la rimpiangeva, perché anche quell’anno, dalle sue parti, non si era degnata di passare a fare un saluto, e la primavera era ormai alle porte.

-Ah, la signora bianca, che col suo lento incedere  porta via con sé i veleni che ammorbano l’aria e i pensieri che zavorrano il cuore, e col suo manto immacolato copre  i cassonetti dei rifiuti stracolmi e le buche sull’asfalto, le brutture e le ingiustizie di un mondo che, a colori, fa tutto un altro effetto!- pensava Cheddonna, stringendo tra le mani una tazza di tè bollente.

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A poche settimane dal 4 marzo, il dibattito all’interno del M.A.M.A. si era fatto serrato: dopo la scelta -ça va sans dire- di Cheddonna come candidata premier, era venuto il momento di stilare una lista dei possibili, futuri ministri.

-Ministre! – aveva corretto la Fulvia, stizzita.

-Ehm, ehm…scusate, ma la grammatica non è un’opinione! – era saltata su, piccata, Lamaestrinadallapennarossoblù, l’anziana insegnante delle elementari di Cheddonna, invitata per l’occasione -Trattasi di sostantivo maschile. Al massimo “ministressa”, per quanto cacofonico… –

-Buuuh! Retrograda! Si aggiorni!- l’avevano fischiata le altre.

Cheddonna era intervenuta a sedare gli animi, riportando, per fugare ogni dubbio, una dichiarazione della presidente della Crusca che incoraggiava l’uso del sostantivo al femminile.

Lamaestrinadallapennarossoblù si era ritirata sull’Aventino, poco convinta e un tantino offesa, e Cheddonna stava  tentando invano di porre rimedio all’incresciosa situazione, quando era intervenuta Brunilde, una nuova iscritta con una grande passione per i classici greci e latini. 

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Dopo essere stata eletta, per alzata di mano, candidata premier per il M.A.M.A., Cheddonna aveva ricevuto un invito a partecipare di martedì a una trasmissione politica, insieme agli esponenti di alcuni dei partiti di maggior spicco.

Seduta su una delle scomodissime casse di legno che fungevano da sgabelli nella scarna scenografia dello studio, Cheddonna si guardava intorno, un po’ emozionata. In fondo era la prima volta che andava in televisione.

Poco prima, in sala trucco, aveva incontrato una donna bionda, cui il truccatore stava cercando inutilmente di cancellare due enormi borse sotto gli occhi.

-Ah, signora mia!- le aveva sussurrato la donna, affranta,- ‘sta cosa che in diretta non si può usare photoshop è una iattura. Sì, per carità, c’è sempre il metodo Barbara D’Urso, con le luci sparate in faccia, ma non è la stessa cosa!-

Cheddonna aveva abbozzato un sorriso, poi l’aveva dovuta lasciare, perché era il suo turno di partecipare al dibattito.

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(Leggere prima “La fase adulta del M.A.M.A.”)

 

 

-Bella idea!-aveva commentato la Fulvia, a caldo.-Se c’è qualcuno che può salvare questo paese disastrato sono proprio le donne, e chi meglio di noi, mamme del M.A.M.A.? –

-Bene, brava, bis!- l’avevano acclamata le mamme presenti.

Cheddonna si era guardata intorno, soddisfatta: l’entusiasmo che sentiva provenire dall’uditorio le dava la carica necessaria per affrontare quella nuova sfida.

-Non ci resta che stendere il programma, allora! Da dove cominciamo?Innanzitutto  aboliamo qualcosa, direi-aveva proposto, con l’entusiasmo del primo giorno di scuola.

-Eh, non è facile, noi entriamo in campo solo adesso, e gli altri partiti hanno già proposto di abolire la legge Fornero, il canone Rai, i vaccini, le tasse universitarie, le “pensioni d’oro”, la legge Merlin…-aveva elencato la Fulvia.

Le mamme del M.A.M.A. si erano guardate l’un l’altra, senza sapere cosa dire. Mica facile davvero, in una campagna elettorale dove si è già proposto di abolire qualunque cosa, trovare altri spunti.

-Ma mie care!-le aveva riprese affettuosamente Cheddonna,-non perdiamoci in un bicchiere d’acqua! Siamo o non siamo il “Movimento Anonimo Mamme Apprensive”?

-Sì, ben detto!- aveva commentato Laluisa.

-E allora la prima proposta che faremo è: abolire la maggiore età a 18 anni e portarla a 30, no, che dico? 35 anni!-aveva concluso Cheddonna.

Un boato, seguito da un fragoroso applauso, aveva accolto queste ultime parole.

-Giusto, e aboliamo anche la patente a 18 anni!-aveva gridato la Titty, mamma della Sissy, che da quando la figlia aveva cominciato a guidare la sua macchina, era sempre costretta a usare i mezzi pubblici.

-E le discoteche, che chiudono tardissimo e i ragazzi stanno in giro fino ad ore assurde e a noi tocca stare sveglie fino a quando non tornano a casa? Aboliamole subito!-aveva detto tutto d’un fiato la Marty, mamma del Lolly, che, da quando era diventato maggiorenne, si faceva chiamare Lo-e-basta.

-Vogliamo parlare dei compiti a casa? Bisogna as-so-lu-ta-men-te abolirli!-era saltata su la Fulvia per la quale, con il piccolo “Che” alla scuola primaria, ogni pomeriggio era “lotta dura senza paura” con l’ analisi grammaticale e la geometria piana.

-Già, per non parlare dei temi di compito al liceo! Una volta la prof di italiano della Kikk@ ha osato darmi 5! A  me!-si era alterata Cheddolce, che si vantava di essere sempre stata brava in italiano.

NonnaNenna, che per l’occasione era stata invitata come membro anziano, scuoteva la testa, pensierosa.

  • Aboliamo di qua, aboliamo di là…Che strani tempi!Quando ero giovane io i programmi elettorali proponevano di fare qualcosa, mica di disfarlo…-

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