-La verità è che non siamo mai davvero preparati alla fine di qualcosa.- aveva detto Cheddonna alle amiche del M.A.M.A., asciugandosi una lacrima.

Le mamme in sala si passavano l’un l’altra la scatola dei kleenex, soffiandosi rumorosamente il naso.

-Verissimo, ci sono passata anch’io con Losplendido. In realtà ho sempre saputo che le cose tra noi non avrebbero funzionato, ma quando se n’è andato, nonostante tutto,  mi ha colta di sorpresa.- aveva commentato la Fulvia, pensierosa.

-Eh, tutto finisce!- aveva sentenziato Lastregadisopra, acida.

-Già, tutto finisce: la tua serie T.V. preferita, la raccolta punti del supermercato, l’abbonamento in palestra…-aveva aggiunto Laluisa, annuendo.

Le mamme del M.A.M.A. si erano scambiate sguardi d’incoraggiamento poco convinti, perché il detto: “mal comune, mezzo gaudio”, non è mica poi tanto vero.

-Tredici anni! -era sbottata Cheddonna, -tredici anni di gioie e dolori condivisi insieme, di notti insonni e di sveglie all’alba, di bei ricordi e di qualche giorno da dimenticare, finiti così, per sempre! Sì, una pausa di riflessione posso capirla, ogni tanto si ha bisogno di staccare, di stare lontani per un po’. Ne abbiamo avute tante, soprattutto durante l’estate, e ogni volta abbiamo ricominciato da capo con un nuovo entusiasmo, ma ora…

Le altre l’avevano guardata, in attesa.

-Ma ora è finita davvero, capite? Fra poco ci saranno gli esami di Maturità, e a settembre nessuna campanella suonerà più per noi!

 

 

 

 

Ogni tanto a Cheddonna capitava di ripensare a Piss&lov, il suo ex-vicino di casa che, nel molto tempo libero a sua disposizione, coltivava la marijuana nel giardino condominiale.

Da quando, due anni prima, era partito per l’India,  non aveva saputo più niente di lui.

L’appartamento al pianterreno, sotto il cui balcone Cheddonna aveva scoperto la piantagione clandestina, era rimasto vuoto e sfitto fino a qualche mese prima, quando, all’improvviso, Piss&lov aveva fatto la sua ricomparsa nel palazzo.

Cheddonna l’aveva incontrato nei garage, una mattina, e dapprincipio non aveva capito di chi si trattasse.

Era stato lui a salutare per primo.

-Buongiorno, signora Cheddonna, come sta?-le aveva domandato garbatamente.

Cheddonna stentava a riconoscere in quell’uomo in giacca e cravatta, con un’elegante valigetta in mano, l’hippie figlio- dei- fiori di qualche anno prima.

-Buongiorno, signor Piss&lov, non sapevo che fosse tornato. Tutto bene?- si era informata lei, incuriosita da quel deciso cambiamento di immagine.

-Proprio un’altra persona!- pensava tra sé, scandagliandolo dalla testa ai piedi.

-Sì, grazie. Sono rientrato in Italia da poco per avviare una nuova attività commerciale. –

-Ah, davvero?-.

-Già, e gli affari vanno a gonfie vele! Pensi che i miei clienti vanno dai 12 agli 85 anni, e molte sono signore, ehm, della sua età.-

Cheddonna, ansiosa di saperne di più, aveva dissimulato il proprio disappunto per l’indelicato riferimento anagrafico.

-Ah, bene,  e di cosa si tratta esattamente?-

Piss&lov l’aveva guardata, sorpreso.

-Ma di un “grow shop”, naturalmente. Vendiamo di tutto: cioccolata, tisane, candele a base di cannabis. Ah, e anche semi e kit per il giardinaggio fai-da- te! (Con THC inferiore allo 0,2%, ovviamente!)

Venga a trovarmi, che le faccio un mega-sconto!-

 

 

Tossico indipendente

-Quando hai un figlio piccolo,- aveva confidato la Fulvia a Cheddonna, un giorno di aprile,- non sai mai come vestirlo, specialmente nelle mezze stagioni.-

-E quando hai un figlio adulto non sai mai dove trovarlo!-aveva aggiunto NonnaNenna, entrando in cucina, dove le due amiche stavano preparando il caffè.- E, comunque, le mezze stagioni non ci sono più.-

Cheddonna  era rimasta ad ascoltare senza dire nulla. Quella mattina IlPrincipe era uscito di casa sbattendo la porta, e portando con sé certi nuvoloni  così neri di rabbia, che anche il cuore di Cheddonna si era rannuvolato.

Dopo la scuola era tornato con un sorriso smagliante e il colore del sole sul viso, e anche per Cheddonna, come per incanto, era tornato il sereno.

Più tardi  si era sdraiato sul divano, lo sguardo annoiato delle giornate uggiose e senza vento, e anche lei si era sentita, per un momento, come un aquilone caduto.

Da quando IlPrincipe era entrato in quella “terra di mezzo” che chiamano adolescenza, le giornate di Cheddonna erano un susseguirsi di acquazzoni e schiarite.

Di bonacce e tramontana.

Di gelate improvvise e di insperato tepore.

Di perturbazioni e cieli turchini.

-Quando hai un figlio adolescente- pensava,- non sai mai che tempo farà.

 

 

-Allora, Cheddonna, qual è la percentuale del M.A.M.A. nei sondaggi?- aveva chiesto la Fulvia, a due giorni dal voto.

Cheddonna aveva cominciato a scorrere lo schermo del computer, sul quale campeggiava l’elenco dei 76 partiti candidati alle elezioni del 4 marzo. Tra i primi spiccavano  quello di Cicciobelloprimacomunione, di Laruspa e del signore dalla faccia di silicone  che aveva incontrato alla trasmissione televisiva cui aveva partecipato qualche settimana prima. Poco distante quello di Misterbean, che quella sera era assente, seguito dalla signora bionda con le borse sotto gli occhi e da quella con lo sguardo fisso.

17% 40%, 15%, 3,5% 20%, 4,5%…le percentuali si susseguivano, sullo schermo, a comporre il panorama del possibile risultato finale.

  • Non lo trovo…- aveva risposto Cheddonna, scorrendo compulsivamente l’elenco, poi, finalmente, si era illuminata:-Eccolo!-

-Ah, bene!- aveva commentato la Fulvia, -che dice?-

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Da ottobre cominciava a sognarla, accanto all’immagine del fuoco scoppiettante del camino e delle caldarroste;

a novembre l’aspettava impaziente, come si attende un’amica che non si riabbraccia da tempo;

a dicembre la invocava, perché il Natale senza di lei non è la stessa cosa;

a gennaio, poi, la rimpiangeva, perché anche quell’anno, dalle sue parti, non si era degnata di passare a fare un saluto, e la primavera era ormai alle porte.

-Ah, la signora bianca, che col suo lento incedere  porta via con sé i veleni che ammorbano l’aria e i pensieri che zavorrano il cuore, e col suo manto immacolato copre  i cassonetti dei rifiuti stracolmi e le buche sull’asfalto, le brutture e le ingiustizie di un mondo che, a colori, fa tutto un altro effetto!- pensava Cheddonna, stringendo tra le mani una tazza di tè bollente.

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