“Driiin! Pronto, sono Mirella, di Drindrin Italia, la signora Cheddonna?”
Silenzio. “E cinque” pensava Cheddonna che, solo quella mattina, aveva già risposto a due offerte di olio e vino, a un sondaggio telefonico sull’uso dei pattini a rotelle nel centro storico e all’imperdibile proposta di una compagnia telefonica concorrente di quella che l’aveva contattata ora.
“Vediamo…in media ricevo quattro o cinque telefonate di questo tipo ogni giorno, della durata di un minuto circa per sei giorni alla settimana, domeniche escluse, per cinquantadue settimane in un anno, che fanno esattamente…”
Cheddonna era impallidita, guardando la cifra che la calcolatrice del suo smartphone indicava sul display.
” Ventisei ore in un anno??? più di un intero giorno?”
” Signora Cheddonna, è in linea ? pronto?”
“Non mi interessa, grazie. Buona giornata. Click” aveva risposto Cheddonna, tutto d’un fiato, per non perdere neanche un secondo di più..
Però le dispiaceva davvero per Mirella, per Paolo, per Yvonne e per tutti i ragazzi dei call-center, che, per contratto, si vedevano appendere in faccia il telefono più volte al giorno, più giorni alla settimana, per tre mesi, quelli del loro contratto interinale, all’anno.

2 comments

  1. Ciao Chiara, molto giusto quello che hai scritto: terribile essere bersagliati di telefonate con le proposte e i sondaggi più demenziali, terribile farsi riappendere il telefono in faccia per contratto! Mi “presti” il tuo punto di vista da utente per il romanzo che sto scrivendo? Io intanto condivido il post! Grazie!

  2. Grazie! Il post in questione è stato pubblicato nel libro che è uscito a maggio 2015, perciò non posso “prestartelo” perché il mio editore non sarebbe d'accordo, ma certamente, se ti fa piacere, puoi tenerlo in considerazione come spunto. Ciao!

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