A poche settimane dal 4 marzo, il dibattito all’interno del M.A.M.A. si era fatto serrato: dopo la scelta -ça va sans dire- di Cheddonna come candidata premier, era venuto il momento di stilare una lista dei possibili, futuri ministri.

-Ministre! – aveva corretto la Fulvia, stizzita.

-Ehm, ehm…scusate, ma la grammatica non è un’opinione! – era saltata su, piccata, Lamaestrinadallapennarossoblù, l’anziana insegnante delle elementari di Cheddonna, invitata per l’occasione -Trattasi di sostantivo maschile. Al massimo “ministressa”, per quanto cacofonico… –

-Buuuh! Retrograda! Si aggiorni!- l’avevano fischiata le altre.

Cheddonna era intervenuta a sedare gli animi, riportando, per fugare ogni dubbio, una dichiarazione della presidente della Crusca che incoraggiava l’uso del sostantivo al femminile.

Lamaestrinadallapennarossoblù si era ritirata sull’Aventino, poco convinta e un tantino offesa, e Cheddonna stava  tentando invano di porre rimedio all’incresciosa situazione, quando era intervenuta Brunilde, una nuova iscritta con una grande passione per i classici greci e latini. 

-Suvvia, mie care, la lingua italiana è in continua evoluzione, e non sempre si riesce a seguirne gli sviluppi in tempo reale, ma è innegabile che essa trovi i suoi pilastri nella conoscenza della grammatica, dell’ortografia e della sintassi, perciò chi più della cara Lamaestrinadallapennarossoblù, che ha fatto di codeste materie la sua ragione di vita, potrebbe essere adatta a rappresentare il M.A.M.A. al Ministero dell’Istruzione?

Lamaestrinadallapennarossoblù, pur lusingata, non aveva voluto sentir ragioni, perciò Cheddonna aveva chiesto a Brunilde se volesse assumere lei l’incarico, e quest’ultima aveva accettato volentieri.

-Sì, bene! – avevano commentato le altre, applaudendo. La Fulvia era rimasta in disparte, imbronciata.

-Vedrei benissimo, invece, la nostra Fulvia come ministro per le politiche sociali! – aveva proseguito Cheddonna, sorridendo.

-Ministra! – aveva sibilato la Fulvia, accettando comunque la candidatura.

-Per il Ministero dell’Economia e delle Finanze- aveva proseguito Cheddonna, imperterrita,- proporrei Laluisa. –

Poi, sottovoce, alla Fulvia: – Del resto, più economa di una che conserva i vestiti anni settanta del marito e li ricicla per il figlio non ce n’è! –

Laluisa aveva accettato di buon grado.

-Per il Ministero dei Trasporti la Zaira, senz’altro! – aveva proposto NonnaNenna, pensando all’unica componente del N.O.N.N.A. provvista di patente. -E per quello della Salute l’Armida; con tutte le file al C.u.p. e le ore di attesa dal medico dell’Asl che si è fatta negli ultimi trent’anni, ha maturato una certa esperienza nel settore!- aveva aggiunto, concludendo.

-Ambiente e tutela del Territorio a Lastregadisopra; chi tiene la propria casa lucida come uno specchio saprà certamente fare altrettanto con il nostro meraviglioso Paese!- aveva continuato Cheddonna, mimando un applauso diretto a Lastregadisopra.

-Per il Ministero dell’Interno voto per Tuttisuoi?- aveva proposto la Fulvia,- se non è in grado di mantenere l’ordine pubblico lei che è mamma di sette figli!-

Piano piano erano stati assegnati anche gli altri ministeri,  e tutte le componenti del M.A.M.A. erano piuttosto soddisfatte, tranne Cheddolce, cui era stato proposto un Ministero senza portafoglio. Cheddonna era riuscita a consolarla promettendole che gliene avrebbe regalato uno, per quanto vuoto, di Vuitton.

-Un po’ per uno non fa male a nessuno!- aveva commentato NonnaNenna, riscuotendo gli applausi di tutto l’uditorio, che l’aveva immediatamente candidata all’unanimità ministra della Giustizia.

 

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La fase adulta del M.A.M.A.

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L’eleganza viene da dentro

 

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