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Da qualche anno, per la festa di San Valentino, i ragazzi del liceo artistico avevano introdotto  una consuetudine diventata ormai tradizione: quella di lasciare, in apposite urne poste in punti strategici e nascosti dell’edificio, messaggi d’amore anonimi che i bidelli, novelli cupidi, recapitavano ai destinatari.

Un po’ come le “valentine” dei Peanuts, quelle che Charlie Brown scriveva ogni anno alla ragazzina dai capelli rossi, sperando sempre, invano, di riceverne una da lei.

Quell’anno  IlPrincipe ne aveva ricevuta una rosa, luccicante di glitter e profumata. “Vuoi essere il mio IlPrincipe? Baciami! Tua ranocchietta”recitava.

Nel corridoio della scuola aveva incrociato Laurah, che parlava fitto fitto con Fighippo, il ragazzo più carino della scuola, mentre questi, fingendo di ascoltarla, non perdeva di vista un solo momento Luciamodella, la quale, a sua volta, sembrava molto più interessata a spiare i movimenti de IlPrincipe, che, in quel momento, stava parlando con Cessika, la sorella di Fighippo.

Quale di loro poteva essere l’autrice della missiva? “Laurah no di certo, ormai vede solo Fighippo” stava dicendole, pensoso. “E, del resto, non capisco perché una del calibro di Luciamodella si autodefinisca “ranocchietta”…”

“Eh,già, non lo capisco neanch’io” aveva mormorato Cessika con un filo di voce, fingendo di soffiarsi il naso in un kleenex con stampato sopra il viso tondo di Charlie Brown.

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